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Portogruaro: il commissario prefettizio celebra il 25 aprile

Portogruaro, 25.04.2023. Quest’anno la ricorrenza del 25 aprile, festa della Liberazione, è stata celebrata dal commissario prefettizio, il dott. Iginio Olita, che dallo scorso 17 marzo ha preso il posto del sindaco Florio Favero decaduto in seguito ad una mozione di sfiducia. Nonostante la pioggia battente, in piazza della Repubblica sono intervenute parecchie persone che hanno seguito la cerimonia cercando riparo sotto i portici. Tra loro vale la pena elencare brevemente chi ha ricoperto cariche istituzionali nel recente e lontano passato. Provenienti dall’ultimo consiglio comunale c’erano i civici e democratici Silvia Arreghini e Andrea Vindigni mentre il Gruppo Misto era rappresentato da Maria Teresa Senatore e Renato Stival.

maria teresa senatore

Andando più indietro negli anni troviamo l’ex assessore alla cultura e consigliere regionale, Alessio Alessandrini, e l’ex vicesindaco di Teglio Veneto, Alessandro Zanon, entrambi di area renziana. Non dobbiamo, invece, stupirci se dell’ex maggioranza di centrodestra non c’era alcuno a parte la coppia inossidabile formata dall’ex assessore al turismo Pietro Rambuschi e dall’ex sindaco Florio Favero. Come avevo ricordato in precedenza, Favero aveva retto le sorti del Comune sino al 17 marzo, data della sua decadenza, mentre stamani si è dovuto accontentare di reggere solamente l’ombrello. Avrebbe potuto fare a meno di questa incombenza se si fosse riparato sotto i portici come avevano opportunamente scelto di fare gli altri componenti dell’ex consiglio comunale. Invece ha preferito mettersi immediatamente dietro le autorità civili, militari e religiose. Perché questa decisione? Non riesce a capacitarsi di non essere più il primo cittadino di Portogruaro? Sarà stato forse colpito dalla “rambuschite”, ovvero da quel spasmodico desiderio di apparire sempre sul “palco” delle autorità? Chissà.

rambuschi e favero

La prima uscita pubblica del commissario prefettizio Iginio Olita è stata convincente anche se con delle lievi “impuntature”: il suo discorso, di cui a breve vi riferirò, è piaciuto ai presenti tanto da venir ripagato con uno scroscio di applausi. Prima di giungere in piazza della Repubblica, il commissario aveva onorato i caduti per la Patria deponendo una corona d’alloro davanti al tempietto di Sant’Ignazio. Peccato che nel compiere questo gesto di riconoscenza non abbia riposto l’ombrello cosa che invece avevano fatto il sindaco di Teglio Veneto, Oscar Cicuto, e il consigliere comunale gruarese Oscar Savian dietro di lui. Piccoli gesti, ma per me significativi.

oscar vian e oscar cicuto

Dopo l’alzabandiera il commissario ha iniziato il suo discorso ringraziando tutti i presenti, dalle autorità ai semplici cittadini, per la loro partecipazione nonostante il tempo inclemente. Poi ha portato i saluti del presidente Luca Zaia che non ha potuto essere presente all’odierna cerimonia per impegni concomitanti. Questo passaggio, vi giuro, mi ha sbalordito. Tra i numerosi comuni veneti, Zaia avrebbe scelto quello commissariato di Portogruaro per celebrare il 25 aprile?! Ma il commissario è a conoscenza che sino ad oggi il governatore si è visto dalle nostre parti solamente per promuovere un suo libro, farsi campagna elettorale o inaugurare qualche opera pubblica? Di spessore, invece, le considerazioni del commissario sull’importanza del 25 aprile. “Festeggiare questa data – ha detto – significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia dopo anni di oppressione e persecuzioni. Ritrovarsi in questa piazza significa non dimenticare il sacrifico di migliaia di italiani caduti per assicurare la libertà di tutti gli altri combattendo per sconfiggere il nazifascismo.” Poi ha fatto riferimento ai caduti portograuresi durante il giogo nazifascista ed in particolare ai tre giovani partigiani uccisi durante il periodo della resistenza il 18 dicembre del 44 che il commissario ha già assicurato di ricordare in apposita cerimonia proprio in quella data. Un pensiero lo ha rivolto alle nuove generazioni affinché ricordino che il 25 aprile di 78 anni fa l’Italia riconquistava la propria libertà grazie al sacrificio, alle sofferenze e alla perdita di tanti uomini e donne. “Il mio auguro -ha concluso il commissario – è che oggi sia una festa di speranza per i giovani i quali devono trovare sempre la forza per battersi per un mondo migliore e non dimenticare mai il passato, perché la memoria è importante. Viva il venticinque aprile, viva la libertà, viva l’Italia!”

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