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Rifacimento copertura piscina: bocciato il debito fuori bilancio grazie alla Lega

L’uscita dei leghisti dal consiglio comunale ha consentito di bocciare un debito fuori bilancio. Ma gli stessi (o una parte di essi) dovranno votarlo, quando verrà riproposto nel prossimo consiglio, se vorranno evitare l’apertura di un contenzioso.

Portogruaro, 01.05.2021. Ieri sera il consiglio comunale con 6 voti contrari (l’intera minoranza) e 5 favorevoli ha bocciato la delibera con la quale il Comune, dando seguito ad una sentenza del TAR, si impegnava a pagare un debito fuori bilancio riguardante la piscina comunale (circa 28 mila euro). Il documento è stato respinto grazie all’uscita dal consiglio dei quattro consiglieri della Lega più quello di Forza Portogruaro. La consigliera leghista, Alessandra Zanutto, ha motivato la loro uscita perché non si prendeva la responsabilità di coprire errori altrui: “eravamo convinti che sulla piscina le cose fossero state fatte a regola d’arte, ma così non è stato”. Ricordo che la Lega è stata al governo con la sindaca Senatore negli scorsi cinque anni votando tutti i provvedimenti legati alla sistemazione della piscina. Ieri sera il resto della maggioranza, ovvero il gruppo Senatore e il sindaco Favero, non aveva più i numeri per far passare il provvedimento. Questo è il dato politico più importante emerso durante la seconda parte del consiglio comunale che, per la cronaca, si concluderà venerdì prossimo a causa dell’alto numero degli ordini del giorno (22) che inevitabilmente generano tempi lunghi di discussione. Per l’ennesima volta abbiamo assistito ad uno scontro in seno alla maggioranza dove la presenza del gruppo Senatore è mal sopportata dalla Lega che indubbiamente cerca di prendere le distanze dagli errori della passata amministrazione nonostante anche i leghisti ne abbiano fatto parte. Rispetto a cinque anni fa, oggi i rapporti di forza sono cambiati e i leghisti, forti dei consensi ottenuti alle ultime amministrative, vogliono mettere all’angolo il gruppo Senatore e l’ex sindaca che a suo tempo non li aveva saputi ascoltare. Il debito fuori bilancio, che ieri sera non è stato approvato, riguarda l’indennizzo che il TAR ha riconosciuto alla ditta che si era aggiudicata i lavori per il rifacimento della copertura dell’impianto natatorio salvo poi vedersi ritirare da parte dell’amministrazione comunale l’affidamento e poi l’intera procedura di gara. Cosa era successo? Alla consegna dei lavori, i tecnici si erano resi conto che l’ammaloramento delle travi non era puntuale, bensì esteso e che sarebbe stato necessario sostituirle per intero.

Irina Drigo
irina drigo

La consigliera Irina Drigo (Civici e Democratici) ha rilevato che prima di realizzare il progetto per la sistemazione del tetto della piscina andavano fatte tutte le verifiche e tutti i saggi, ma in questa circostanza non sono avvenuti. La sentenza del TAR parla infatti di inadeguatezza della progettazione originaria dell’intervento eseguita senza i necessari sondaggi alle strutture. La minoranza, assieme al gestore della piscina, aveva fatto presente più volte il precario stato di conservazione del tetto nella passata consiliatura, ma è stato tutto vano perché non ci fu ascolto da parte dell’allora sindaca. Poi Irina Drigo ha ricordato che a causa del patto di stabilità le passate amministrazioni di centrosinistra non sono potute intervenire nella manutenzione straordinaria dell’impianto natatorio. Un vincolo, quello del patto di stabilità, che si è notevolmente allentato dal 2015 quando cioè si è insediata l’amministrazione di centrodestra guidata dalla Senatore. Già il 7 agosto del 2015 – ricorda Drigo – il gestore della piscina aveva segnalato l’urgenza di sondare e di capire lo stato di conservazione della copertura. Ulteriori segnalazioni vennero inviate all’amministrazione negli anni a seguire, ma solamente sul finire della scorsa consiliatura si è iniziato a prendere in considerazione il problema della copertura della piscina. La delibera, che ieri sera non è stata adottata, dovrà essere riportata in consiglio e a qual punto sarà messa in votazione. E’ lecito supporre che in quella occasione i mal di pancia della Lega rientreranno, perché se il documento venisse respinto per la seconda volta il Comune dovrebbe aprire un contenzioso verso chi ha prodotto il debito cioè con se stesso nelle figure di chi ha firmato gli atti. Uno scenario che metterebbe in cattiva luce gli uffici comunali.

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