Portogruaro: Nel nuovo piano opere pubbliche scompaiono il canale scolmatore di Pradipozzo e l’eliminazione delle barriere architettoniche

Portogruaro, 23/10/2017. Ha riservato qualche “amara” sorpresa la lettura del nuovo programma triennale dei lavori pubblici 2018/2020 adottato di recente dalla giunta Senatore.

Stamani ne ha parlato anche il Gazzettino evidenziando soprattutto che la costruzione del famigerato impianto di cremazione, prevista per l’anno in corso, è stata rinviata al 2020, ovvero alla fine naturale di questa consiliatura. «L’opera – rivela il sindaco Maria Teresa Senatore nel sopracitato quotidiano – era stata inserita nell’elenco 2017 esclusivamente per poter affidare l’incarico di uno studio di pre fattibilità che ci consentisse di avviare un confronto sereno e documentato con i cittadini su cosa fosse l’impianto e su quali potessero essere le ricadute ambientali». Un confronto che è rimasto lettera morta dal momento che l’amministrazione comunale non ha organizzato alcun incontro pubblico nei consueti quartieri e frazioni per informare i cittadini sul tempio. E’ vero che nel frattempo la Regione Veneto aveva posto una sorta di moratoria alla realizzazione di altri impianti crematori sino alla fine del 2018, ma nulla impediva all’amministrazione comunale di iniziare a discuterne con i cittadini. Soprattutto per non rendere vani i 14 mila e 400 euro spesi per commissionare lo studio di fattibilità. Ma la spesa più consistente, che appare nel piano delle opere pubbliche, riguarda la riqualificazione dell’ex Perfosfati: 4 milioni e 890 mila euro. A differenza dei 2 milioni di euro previsti per la messa in sicurezza del campanile del Duomo e che a tutt’oggi non hanno alcuna copertura, quelli dell’ex Perfosfati sono certi in quanto provengono da un contributo statale ottenuto partecipando al “Bando Periferie”. Il sindaco, durante un incontro pubblico avvenuto a Borgo San Nicolò, ha ricordato che “in seguito ad incontri voluti da questa amministrazione, abbiamo la possibilità di sistemare l’ex Perfosfati avendo acquisito un congruo importo per la definizione della struttura”. Messa in questi termini un cittadino, poco informato sulla vicenda, è indotto a pensare che la città di Portogruaro ha conseguito questo prezioso contributo grazie principalmente all’attivismo e alle capacità della giunta Senatore. Non è stato detto che le ingenti risorse economiche per il Bando Periferie sono state stanziate dall’allora governo Renzi e che il Comune di Portogruaro ha inoltrato la richiesta di aderire a questo bando presentando sostanzialmente tale e quale il progetto di riqualificazione della ex Perfosfati elaborato durante la passata amministrazione. Inoltre, quando era uscito il Bando Periferie, l’attuale gruppo consiliare di Centrosinistra aveva pure sollecitato il sindaco ad attivarsi per recuperare i contributi statali. Non aver sentito pronunciare, in quell’incontro pubblico, tutti questi “dettagli” dal primo cittadino, mi fa venire il sospetto che non sia stata una dimenticanza, ma una scelta deliberata per non mettere in risalto quanto di buono avevano prodotto i precedenti amministratori nonché il governo di Centrosinistra. Un comportamento, quello del sindaco, da scafato politico che stride con la sua rivendicazione di non essere, per sua fortuna o sfortuna, un politico e di non aver mai fatto politica. Tornando al nuovo piano delle opere pubbliche possiamo notare che è stata tolta la realizzazione del canale scolmatore a Pradipozzo, un intervento stimato in 2 milioni di euro che avrebbe permesso ad una consistente fetta di residenti in questa frazione di non andare più sotto acqua quando ci sono abbondanti piogge. Non mi risulta che l’opera sia stata né iniziata né portata a conclusione anche perché erano previsti almeno due anni di lavori. I compaesani dell’assessore comunale Luigi Geronazzopotranno in compenso consolarsi con un palasport da 700 mila euro che verrà alla luce il prossimo anno accanto alle scuole elementari. Nel piano non c’è più traccia anche dei consueti 30 mila euro previsti annualmente per l’eliminazione delle barriere architettoniche (gli ultimi sono stati spesi per rifare la pista ciclo-pedonale in Borgo San Gottardo). Fa invece rimanere a bocca aperta vedere che l’amministrazione comunale, dopo aver perso un co-finanziamento statale per la realizzazione di un parcheggio accanto alle scuole di via Valle, ha riproposto nel piano delle opere questo intervento per un importo complessivo di 500 mila euro. Oltre al succitato parcheggio si prevede con questa spesa di sistemare Piazza Castello nonché di creare un’area di sosta per i camper. Ricomparsi, per l’ennesima volta, due interventi a totale carico dei privati: uno riguarda la sistemazione dei percorsi ciclopedonali in via Friuli (dietro l’ospedale), in via Veneto e in località Sant’Agnese. L’altro la realizzazione di una pista ciclopedonale, a fianco del fiume Lemene, che unirà il ponte di via Bon al parcheggio di Villa Martinelli. Tutti interventi previsti ancora dalla giunta Bertoncello.

 

 

 

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