Portogruaro: Il campanile pendente sarà sostenuto da robuste barre. La maggioranza consiliare, invece, da Barro

Portogruaro, 11/11/2017. Stamani, sfogliando la pagina locale del Gazzettino, ho appreso che, fortunatamente, non c’è un immediato pericolo di crollo del campanile di Portogruaro.

Tuttavia sono state rilevate delle criticità per cui si provvederà quanto prima a mettere delle barre per salvare lo storico edificio pendente. Dentro di me ho pensato: Ma tu guarda. Sembra quasi di leggere la descrizione dell’attuale maggioranza consiliare che pochi giorni fa è apparsa traballante quando c’era da confermare Gastone Mascarin nel ruolo di presidente del consiglio comunale. Dal dibattito in aula la maggioranza ha dimostrato, al di là delle diverse sfaccettature assomiglianti, però, a delle crepe, la propria compattezza garantita principalmente dai consiglieri di Barro paragonabili alle robuste “Barre” che tenteranno di fermare la progressiva erosione delle mura del campanile. Questo paragone, che vi ho appena enunciato, ha trovato in parte d’accordo sia il capogruppo del Centrosinistra, Marco Terenzi, che quello del Gruppo Misto, Paolo Scarpa, che stamani avevano indetto una conferenza stampa per ritornare sul caso del presidente del consiglio comunale Mascarin. Terenzi ha detto che “l’eventuale caduta del sindaco Senatore e della sua maggioranza potrebbe anche essere un fatto positivo. Dio non voglia, invece, che cada il campanile.” Scarpa ha rilevato, invece, un cambiamento. “Fino allo scorso consiglio comunale la maggioranza era sostenuta in maniera evidente dai consiglieri guidati da Giorgio Barro. Successivamente si è visto che non sono più determinanti nemmeno loro, perché chi regge la maggioranza è Mascarin. Ormai anche Barro è rientrato nei ranghi assieme al suo gruppo, alla Lega, a Zanco e, purtroppo, al sindaco che ovviamente ha perso di autorevolezza politica, perché ora tutto è nelle mani del consigliere Mascarin, fino a che non verrà spostato ad altro incarico.” Scarpa ha poi sottolineato come a suo giudizio sia venuto meno il rapporto di leale collaborazione tra il presidente Mascarin ed il consiglio comunale, ma nello stesso tempo ha riconosciuto che formalmente, a livello giuridico, Mascarin è a posto. Terenzi, nel suo intervento, ha esordito dicendo che la seduta del consiglio comunale di martedì scorso è stata critica per quello che è accaduto, ma soprattutto per l’immagine della comunità di Portogruaro. A suo avviso Mascarin, avendo commesso un reato in materia elettorale e successivamente patteggiato la pena di sei mesi, avrebbe dovuto dimettersi per tutelare l’autorevolezza e la credibilità del consiglio comunale. Portogruaro sta passando un periodo di grigiore legato alla perdita di autorevolezza del Comune all’interno non solo del proprio mandamento, ma anche del Veneto orientale. La mozione di sfiducia a Mascarin, seppure sia stata respinta (8 voti a favore e 8 contrari, compreso il sindaco) dimostra comunque che metà del consiglio comunale non ha più fiducia in lui. Gli interventi dei consiglieri di maggioranza hanno palesato un giudizio negativo sul comportamento tenuto da Mascarin. La stessa sindaca nel suo intervento è stata molto fredda e non poteva che essere così. L’unica consigliera che ha sostenuto il presidente del consiglio è stata la leghista Marisa Furlanis mentre i suoi colleghi di maggioranza sono intervenuti con toni molto più sfumati facendo emergere in modo indiretto un dissenso. Quindi il rapporto tra Mascarin e il consiglio comunale, nonostante la mozione sia stata bocciata, nei fatti si è degradato. In questa vicenda i colleghi di maggioranza non hanno inoltre espresso la libertà dovuta al mandato che hanno ricevuto. E’ evidente che la mozione è stata respinta, perché questo avrebbe creato una crisi radicale nella maggioranza. Alla odierna conferenza stampa -ha precisato il consigliere Roberto Zanin – doveva esserci anche l’altro esponente della minoranza, il Cinquestelle Claudio Fagotto, ma per impegni presi in precedenza non è riuscito ad essere presente. Tuttavia ha fatto sapere di condividere l’idea della conferenza stampa, di aver sottoscritto la richiesta di convocazione del consiglio comunale sul caso Mascarin assieme al resto dell’opposizione e di aver votato a favore delle dimissioni di Mascarin. “Per cui – ha concluso Zanin – la sua assenza non è strumentale, ma legata ad altri impegni.

 

 

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