Moro: Il piano opere pubbliche 2018-2020 è il migliore degli ultimi vent’anni. Terenzi: Affermazione spinta e propagandistica

Nella foto i consiglieri comunali Cristian Moro (a sx) e Marco Terenzi.

Portogruaro, 29.12.2017. Approvato ieri, con i soli voti della maggioranza, il bilancio di previsione, il Documento Unico di programmazione ed il programma delle opere pubbliche validi per il biennio 2018-2020. Nonostante l’argomento fosse stato inserito praticamente all’ultimo punto all’ordine del giorno (sugli undici previsti), la sua trattazione è iniziata dopo appena un’ora dall’avvio della seduta del consiglio comunale. Il precedente dibattito sugli importi di TASI, TARI e IMU è scivolato via velocemente dal momento che le tariffe-aliquote non hanno visto alcun rincaro. Ben diversa la discussione sul piano delle opere pubbliche che è durata quattro ore e mezza ed è stata, come era immaginabile, molto animata. In più di un’occasione i consiglieri di minoranza (Centrosinistra e M5s) sono stati richiamati dal presidente del Consiglio o “redarguiti” dalla sindaco per alcune “pericolose” insinuazioni da loro pronunciate. Il clima, come potete ben immaginare, è stato molto teso. Dopo che la minoranza, con varie sfumature, aveva espresso le proprie obiezioni sia nel metodo che nel merito su determinate opere pubbliche, il consigliere di maggioranza Cristian Moro (lista civica Noi Siamo Portogruaro) ha preso la parola per difendere, in maniera molto energica, l’operato della giunta Senatore. Moro ha evidenziato che per la prima volta gran parte delle opere pubbliche, previste per il prossimo biennio, saranno realizzate perché ad ognuna di esse corrispondono risorse certe a differenza dei programmi delle passate amministrazioni che non si concretizzavano. Tra le opere più ambiziose c’è la riqualificazione dell’ex Perfosfati che sarà realizzata, e qui il consigliere Moro ha sorvolato, grazie ad un finanziamento statale ottenuto partecipando al bando periferie, ovvero una misura messa in atto dal governo Renzi per rivitalizzare le zone più degradate delle periferie italiane. Se non ci fosse stata questa grande opportunità, l’amministrazione Senatore avrebbe dovuto togliere, come aveva già fatto nel primo anno del suo insediamento, l’ex Perfosfati dall’elenco degli interventi. Moro se l’è presa anche con il consigliere Claudio Fagotto (M5s), con il quale di solito si trova d’accordo, perché quest’ultimo aveva recentemente votato contro lo stanziamento di 35 mila euro per mettere in sicurezza una curva di via Gervino, intervento richiesto da anni non solo dai residenti di Portovecchio, ma anche dai Cinquestelle. Moro non ha capito come si possano risolvere i problemi votando contro. In realtà il voto contrario del M5s ha una motivazione molto valida che Moro fa probabilmente finta di non capire per dar forza alla sua arringa difensiva. I Cinquestelle chiedevano semplicemente di vedere il progetto dell’opera prima di dare il loro consenso. Ed invece l’amministrazione comunale si è limitata a stanziare i soldi senza mostrare uno straccio di progetto. In sostanza si trattava di votare un intervento a scatola chiusa che i Cinquestelle si sono – a mio parere – giustamente rifiutati di approvare. Il meglio di sé il consigliere Moro l’ha dato alla fine del suo intervento quando ha detto che “questa amministrazione, se ha una pecca, è quella di non dire quanto brava è ad amministrare. A livello attuativo questo è il miglior piano delle opere pubbliche degli ultimi vent’anni.” Il capogruppo del Centrosinistra, Marco Terenzi, ha definito spinto e propagandistico l’intervento di Moro soprattutto quando ha affermato che oggi si fanno cose che non si sono mai fatte prima a Portogruaro. Si è stupito che Moro abbia già dimenticato quanto abbia fatto la precedente maggioranza di centrosinistra visto che lui ne faceva parte. Gli ha poi ricordato che i consiglieri comunali fanno il bene dell’intera comunità portogruarese e non solo di una parte di essa come pare, invece, abbia fatto e stia facendo Moro nei confronti dei suoi compaesani, ossia gli abitanti di Portovecchio. Insomma – aggiungo io – Cristian Moro più che appartenere alla lista civica “Noi siamo Portogruaro” dovrebbe far parte della civica “Io sono Portovecchio”.

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