LA SENATORE DICE NO (PER IL MOMENTO) AL RITORNO DEL GIUDICE DI PACE
ex sede giudice di pace portogruaro
Il sindaco Maria Teresa Senatore non prevede il ritorno del Giudice di Pace in riva al Lemene fin tanto che lo Stato centrale non si accollerà i costi della giustizia di prossimità.
Portogruaro, 14/08/2016: Come è ormai noto sul finire del 2015 il Consiglio Comunale, con i soli voti contrari delle opposizioni, aveva approvato la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace nella Città del Lemene. A nulla erano valse le rimostranze della minoranza a rinviare, per lo meno di qualche mese, questa decisione in attesa di probabili modifiche alle competenze di questo organo giudiziario. Ed in effetti nel corso della primavera di quest’anno ci sono state novità in tal senso. Il parlamento, approvando la riforma della magistratura ordinaria, ha previsto, fra le altre cose, l’estensione delle competenze del Giudice di Pace.

Alla luce di queste novità la consigliera comunale di minoranza, Irina Drigo, ha chiesto recentemente al sindaco Senatore se abbia intenzione di rivedere la sua decisione in merito alla chiusura del Giudice di Pace. Nella sua risposta il primo cittadino ha evidenziato come l’ampliamento delle competenze del Giudice di Pace comporterà con molta probabilità un aumento delle cause alle quali dovrà corrispondere un rafforzamento del numero dei magistrati e del personale da destinare alle Sezioni Distaccate. A fronte di questo aumento del carico di lavoro, le spese di diretta competenza dei Comuni del Portogruarese per la gestione dell’Ufficio dovrebbero perciò aumentare ulteriormente rispetto a quelle del passato e alle quali le Amministrazioni comunali del Portogruarese non avevano voluto contribuire. Ciò significa che il peso economico dell’Ufficio del Giudice di Pace e del personale amministrativo a lui assegnato se lo avrebbe dovuto continuare ad accollare quasi per intero il Comune di Portogruaro che già presenta una carenza nel proprio organico. “Pertanto -ha concluso il sindaco Senatore- sino a quando lo Stato centrale, unico ente competente in materia, non deciderà di rifinanziare la giustizia di prossimità e di non scaricare interamente i costi del personale sui Comuni, è obiettivamente oneroso per l’ente locale farsi carico dei relativi costi annuali. Comunque questa amministrazione, quale Comune capofila del mandamento, intende rimanere vigile in ordine alla eventualità di potere utilizzare eventuali contributi statali o regionali (ad oggi non previsti) per il funzionamento e la riattivazione degli Uffici giudiziari locali.”

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