Ecco i consiglieri comunali che non “vedremo più”
Portogruaro, 25.08.2020. Sono quattro i consiglieri uscenti che hanno deciso di non ricandidarsi alle prossime elezioni amministrative. Si tratta di Claudio Fagotto (M5s), Luciano Gradini (civica Liberi Insieme poi passato al Gruppo Misto), Giorgio Barro ( Noi siamo Portogruaro) e Marisa Furlanis (Lega). Oggi vi parlerò dell’uscita di scena più clamorosa cioè quella di Claudio Fagotto che cinque anni fa aveva permesso al M5S di entrare per la prima volta nel consiglio comunale. Nei prossimi giorni tratterò gli altri. E’ stato lo stesso Fagotto, in una nota, a spiegare la sua scelta: “ Il M5S non sarà presente nella mia persona alle prossime elezioni amministrative nel Comune di Portogruaro. La mia decisione è dovuta non solo alla mancanza di sintonia e fiducia con gli attivisti locali, ma soprattutto a divergenze di opinioni insorte negli ultimi mesi. Questa carenza di presupposti ha fatto nascere in me la consapevolezza che non ci sono le condizioni necessarie per poter agire nel territorio con i principi che ho sempre coltivato e perseguito. Tuttavia, il mio impegno civico continuerà anche dopo il termine del mio mandato, portando avanti le attività iniziate nel 1997 nell’ambito della salute e dell’ambiente.”

Di Fagotto ricorderemo innanzitutto la sua battaglia per l’interramento dell’elettrodotto di borgo San Nicolò che corre non solo accanto a molte case, ma anche ad una scuola elementare. In un primo momento la sindaca Senatore, in apparente discontinuità con la precedente amministrazione, sembrava disposta a risolvere questo problema. Un modo, molto probabilmente, per accattivarsi le simpatie e l’appoggio del M5S. Ma di fronte ai valori di elettromagnetismo ben al di sotto della soglia di legge e soprattutto ai cospicui costi dell’interramento del traliccio (non meno di un milione di euro), alla fine ha lasciato perdere. Fagotto ha poi formulato una serie di richieste all’amministrazione, ahimè senza ottenere risposte. Ne cito solo alcune. Ha chiesto perché la torre campanaria risulti ancora tra i beni del Comune dopo che l’amministrazione Senatore aveva sostenuto, senza mai mostrare le carte, che la torre non apparteneva all’Ente. Ha chiesto di stralciare l’accordo di programma con la Parrocchia che prevede la cessione del sottosuolo dell’oratorio Pio X al Comune per far posto ad un park interrato (progetto abbandonato dalla giunta Senatore). Di sapere per quali ragioni la pavimentazione di borgo San Giovanni abbia ceduto dopo l’apertura al traffico di questo borgo. Una delle poche richieste, faticosamente portate a casa, è stata quella di registrare le commissioni consiliari per la loro successiva pubblicazione su Youtube. Apparentemente sembra una banalità, ma la pubblicazione di questi video permette a chi è a casa di farsi un’idea di come sono andati realmente i lavori in commissione visto che i verbali, per ragioni di sintesi e non solo, descrivono solo in parte quanto avvenuto. Giudizio: Complessivamente l’ormai ex consigliere Fagotto non raggiunge la sufficienza. E’ vero che chiunque stia all’opposizione può condizionare limitatamente l’operato dell’amministrazione, ma il voto negativo è motivato dal fatto che Fagotto ed i militanti del M5S non sono riusciti a raccogliere i frutti del lavoro svolto in cinque anni lasciandosi sopraffare dalle divergenze.
P.S.: Dopo la pubblicazione di questo articolo, Claudio Fagotto mi ha scritto evidenziando che grazie al suo impegno è stato possibile far adottare il registro tumori anche nel Veneto orientale, una delle ultime zone della Regione ad essere coperta da questo importante servizio. In passato ne avevo parlato qui.

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