Borgo San Nicolò: è scontro tra Bertoncello e Matteo Vivan
Antonio Bertoncello e Matteo VIvan
Portogruaro, 28.11.2024. Nel consiglio comunale di ieri ci sono stati momenti di alta tensione tra maggioranza e minoranza. Uno di questi riguarda il dibattito sull’adozione di una variante che permetterà, grazie ad un esproprio, di realizzare la strada di collegamento tra via San Martino e l’omonimo sottopasso. Si tratta di un’opera attesa da almeno quindici anni da quando cioè l’amministrazione Bertoncello inaugurò, al termine del suo mandato, il campo sportivo di San Nicolò. Questa nuova viabilità, con ulteriori interventi, collegherà tale campo da calcio a via San Martino evitando di dover percorrere il tratto super trafficato di viale Pordenone sino a via Giai. Il consigliere di maggioranza Matteo Vivan, alla sua prima esperienza nel parlamentino portogruarese, ha rinfacciato all’attuale consigliere di minoranza Antonio Bertoncello di non aver usato i fondi in modo corretto quando da sindaco realizzò il polo sportivo di San Nicolò. Vivan ha contestato, ad esempio, l’importo dell’esproprio (che il Comune dovette pagare per acquistare l’area dove sarebbe sorto il campo sportivo) salito dagli iniziali 146 mila euro a 498 mila euro per un errore di valutazione progettuale. Poi ha dichiarato che durante la campagna elettorale per le comunali del 2015 Bertoncello fece in maniera frettolosa l’inaugurazione della struttura sportiva senza un accesso al pubblico, senza gli arredi, le tribune, i parcheggi e un’adeguata viabilità. Quest’ultima – ha concluso Vivan – vedrà finalmente la luce grazie all’adozione della variante portata all’attenzione di questo consiglio comunale. Dura la replica del consigliere Bertoncello. Per prima cosa ha ribadito che l’esproprio in questione venne fatto su valori definiti e corretti da parte dell’ex Provincia di Venezia. Il Comune dovette pagare circa 300 mila euro in più rispetto ai valori definiti perché qualcuno aveva fatto ricorso sulla riduzione del valore dell’area rimanente, ma nella stessa sentenza veniva detto che se il Comune avesse comprato successivamente anche la restante parte avrebbe ricevuto indietro i 300 mila euro. In sostanza il giudice aveva confermato il valore dell’esproprio, ma aveva pure accertato un deprezzamento dell’area residuale che rimaneva in mano ai privati. Poi Bertoncello ha ricordato che Vivan in altre vesti (ovvero in quella di attivista del Comitato San Nicolò ndr.) aveva massacrato tutte le precedenti amministrazioni su varie problematiche legate al suo quartiere come la rotondina di via Antinori o il mancato completamento del polo sportivo. Qui l’ex sindaco ha voluto chiarire che quella struttura sportiva era stata voluta dalla comunità di San Nicolò in cambio delle scuole comunali che erano state dismesse in viale Pordenone. Gli stessi cittadini avevano poi costretto l’amministrazione a spostare l’area in cui il Comune aveva inizialmente previsto si dovesse realizzare il campo. Bertoncello ha inoltre ricordato che, dopo l’inaugurazione, erano previsti ulteriori interventi come i parcheggi che, però, non vennero realizzati dalla nuova amministrazione (quella guidata da Maria Teresa Senatore ndr.). Poi ha contestato a Vivan (sempre in qualità di membro del Comitato ndr.) di “aver massacrato le amministrazioni passate sulla rotondina di via Antinori perché rallentava il traffico, perché doveva essere tolta, perché bla bla bla” mentre adesso si è accontentato di una soluzione che cambia poco rispetto alla precedente situazione. Il riferimento è al recente intervento di modifica degli accessi da via Antinori alla omonima rotatoria. Bertoncello ha precisato che quella era una rotonda provvisoria nata per consentire ai residenti di via Giai di accedere su viale Pordenone. A tal proposito vi rimando ad un mio articolo datato gennaio 2021 in cui l’amministrazione Favero annunciava (senza poi dare seguito alle intenzioni) l’eliminazione della sopracitata rotondina. Bertoncello ha concluso la sua replica lamentandosi con la maggioranza perchè lo costringeva a fare continuamente degli interventi in quanto loro vogliono rappresentare una situazione che non è quella reale.

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