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Troppo pochi alunni per formare una classe. La soluzione? Parlare in friulano

Portogruaro, 30.03.2022. Questa sera approda in consiglio comunale la mozione, proposta dalla maggioranza, che chiede il riconoscimento e la tutela della minoranza linguistica friulana nel nostro territorio. La questione è stata approfondita in una commissione consiliare dove era emerso, nonostante le deboli smentite di un assessore, che tale richiesta è finalizzata non tanto a riconoscere i diritti di una minoranza, ma piuttosto a sfruttare abilmente una tutela prevista per legge. Dove esiste una minoranza linguistica il legislatore ha previsto la possibilità di formare le classi della prima elementare con un numero minimo di 10 anziché 15 alunni.È da anni che Portogruaro, soprattutto nelle frazioni, lotta con la difficoltà di istituire le prime classi, un fenomeno che nell’ultimo periodo è peggiorato con il drammatico calo demografico strutturale che viviamo in termini generali. Le frazioni con un plesso scolastico maggiormente a rischio sono quelle di Lugugnana e Pradipozzo, considerato che Giussago ha un plesso con il tempo pieno che avvicina bambini anche dal territorio limitrofo. In tutti questi anni, anziché fare un ragionamento serio assieme a dirigenti scolastici, famiglie e comunità su come programmare la scuola alla luce dei pochi alunni iscritti, si è preferito trovare soluzioni estemporanee. Quando, ad esempio, non si riusciva a raggiungere il numero minimo di alunni di 15 per una classe, veniva interpellato l’ufficio scolastico territoriale affinché concedesse una deroga. Se questa sera verrà approvato il primo passo per la tutela della minoranza friulana, allora verrà bypassata la direttrice scolastica in quanto non servirà più il suo assenso per formare classi con un numero di almeno dieci allievi. Una soluzione tampone che non tiene conto del trend negativo della natalità. I dati relativi ai nuovi nati degli ultimi 7 anni a Portogruaro sono elencati nella seguente tabella.

Anno di nascitaCentroGiussagoLisonLugugnanaMazzolada
PortovecchioPradipozzoSummaga
2015145851204712
201613160315814
201712634516714
201811872628314
201910653503314
20209953425611
202111653413817

“Questi dati fotografano una situazione critica che – secondo il segretario locale del PD, Silvia Arreghini, – non può essere affrontata di anno in anno con soluzioni approssimative, a ridosso delle iscrizioni o addirittura successivamente, che  possono anche illudere le famiglie e le comunità. Nel 2021 rispetto all’istituzione della classe prima a Pradipozzo avevo già segnalato in consiglio sulla base di questi dati la necessità di affrontare la situazione con prospettiva e in rete: in un anno non è stato fatto nulla. Ora si tentano soluzioni tampone e anche dubbie con delibere sul riconoscimento della specificità linguistica friulana del territorio che dovrebbero aprire le deroghe alla costituzioni delle classi di 10 alunni. Ammesso che possa essere una soluzione non risolverà per esempio il problema a Lugugnana dove ci sono, da quanto risulta, 5 bambini iscritti ad oggi.

silvia arreghini

Da parte dell’amministrazione innanzitutto manca un lavoro serio di relazioni con gli altri comuni e con gli uffici scolastici territoriali con cui occorre parlare per trovare una soluzione. In secondo luogo manca come sempre una programmazione seria ed il famoso confronto con gli attori del mondo scolastico: dirigenti, genitori e comunità. Con questo andamento demografico le riflessioni da fare devono riguardare l’ipotesi di riorganizzare i plessi e dei servizi, l’ipotesi di nuove tariffe di servizi e trasporti e questo sulla base di un’analisi delle esigenze della comunità, delle famiglie e in base alle strutture esistenti. Per esempio nel centro storico con questo andamento è molto probabile che non saranno istituite delle classi, perciò si libereranno degli spazi. Ciò significa che possono esserci iscrizioni di bambini fuori dal capoluogo, che però devono essere agevolate da nuove politiche di trasporto e dei costi dei servizi. L’obiettivo è mantenere i plessi esistenti soprattutto nelle zone più distanti dal capoluogo per mantenere le comunità vive e dove prevedere dei servizi specifici (per questo avevamo proposto di realizzare l’asilo nido a Summaga nel plesso della scuola dell’infanzia, che andava adeguata e ampliata, ma che avrebbe accentrato una parte di offerta per l’infanzia nella frazione.) È chiaro che le soluzioni vanno trovate, ma vanno trovate con un’analisi seria programmata e condivisa. Questo – conclude Arreghini – chiediamo all’amministrazione nuovamente.”

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