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Taglio dei posti letto per salvare l’Hospice di Portogruaro

Si va delineando un compromesso al ribasso per mantenere l’Hospice presso l’IPAB Francescon.

Portogruaro, 26.01.2021. Il sindaco Florio Favero, a conclusione dei lavori della V commissione consiliare svoltasi la scorsa settimana su richiesta del gruppo “Civici e Democratici”, ha proposto di ridurre da 9 a 6 i posti letto Hospice di Portogruaro. Inoltre per evitare che i costi di tale servizio gravino (come già sta accadendo) sul bilancio della casa di riposo (con effetti negativi sulle rette degli ospiti anziani) ha suggerito che sia l’Ulss 4 a gestire direttamente i 6 posti letto rimanenti. Favero vorrebbe che la sua proposta venisse accolta dal consiglio comunale in modo da avere un mandato chiaro da portare alla Conferenza dei Sindaci Sanità. Quest’ultimo organismo, a breve, sarà chiamato a dare il proprio parere non vincolante ad una delibera della Regione Veneto che prevede, per ridurre i costi ed aumentare l’efficienza, di spostare i centri per le cure palliative di Portogruaro e San Donà di Piave in un’unica e nuova sede baricentrica rispetto i due territori. Inoltre i posti letto verrebbero complessivamente ridotti di numero. Tale proposta non è stata accettata dalla stragrande maggioranza dei consiglieri comunali di Portogruaro i quali sarebbero più propensi a ragionare su come la Francescon potrebbe continuare ad offrire questo servizio di prossimità.

R. Rodriquez
R. Rodriquez

Tra coloro che, invece, hanno “sposato” la proposta della Regione c’è il capogruppo di maggioranza, Riccardo Rodriquez (Forza Portogruaro), il quale – durante i lavori della commissione – ha fatto presente che le famiglie preferiscono tenersi il proprio caro, malato terminale, a casa fino al trapasso anziché portarlo alla Francescon. Per sostenere questa affermazione Rodriquez ha ricordato il trend negativo dell’occupazione dei posti letto Hospice alla Francescon che dal 2015 al 2019 è passato dal 71 al 39%. In pratica solo 4 posti su 10 sono utilizzati. Ma è proprio così? Sono le famiglie a scegliere liberamente di tenersi il proprio caro malato oppure non hanno alternative? Secondo il capogruppo di minoranza, Stefano Santandrea, in commissione “non è emerso con chiarezza che la diminuzione del tasso di occupazione dei posti letto non è dovuto alla volontà delle famiglie, ma al fatto che si sono ridotte le autorizzazioni da parte dell’Unità di Valutazione Distrettuale ai ricoveri in Hospice nonostante le richieste delle famiglie.”

S. Santandrea

Dal 2007 l’IPAB Francescon, ossia da quando gestisce l’Hospice, non ha alcun potere di acquisire pazienti terminali la cui sorte dipende esclusivamente dalle valutazioni, vincolate dalla normativa, dell’Unità di Valutazione Distrettuale. Rodriquez ha poi aggiunto che oggi, in piena pandemia, non porterebbe mai alcun amico terminale presso la Francescon in quanto la casa di riposo si è purtroppo dimostrata, nel recente passato, come un focolaio di Covid-19. A tal proposito va detto che l’ Hospice Francescon è chiuso cautelativamente dallo scorso anno perchè i suoi locali non sono isolati dal resto della struttura. Per ovviare a questo problema il sindaco Favero ha evidenziato che con una spesa di 200 mila euro si renderebbe autonomo l’Hospice rispetto le altre attività della casa di riposo. Dai lavori della commissione è emerso che il gruppo “Civici e Democratici”, supportato dalla consigliera regionale dem Francesca Zottis, è determinato a far rimanere i posti letto Hospice all’interno della Francescon che è dotata di padiglioni adeguati, di cui uno inaugurato recentemente e con i requisiti strutturali per un servizio di qualità. Ovviamente il servizio deve essere reso sostenibile da adeguati finanziamenti della Regione e dell’ULSS 4 per non generare perdite in capo alla struttura. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il gruppo consiliare Senatore (compreso l’assessore Geronazzo che ha difeso la Francescon). In minoranza è finita la posizione di Rodriquez, quella più in sintonia con gli indirizzi della Regione, che propendeva per realizzare una nuova ed unica struttura Hospice, distinta e distante dalla Francescon, da ubicare nel Portogruarese (quindi a discapito del Sandonatese). L’esponente di “Forza Portogruaro” non ha, però, trovato il sostegno dei colleghi della Lega (dal consigliere Paolo Dalla Bona agli assessori Anna Fagotto e Mattia Dal Ben) che durante la commissione sono stati muti come se fossero stati dei semplici uditori. Il loro silenzio è stato stigmatizzato dal capogruppo di minoranza, Stefano Santandrea.

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