Quanto durerà Sergio Montico alla presidenza della Pro Loco?

Nella foto il presidente dimissionario della Pro Loco, Francesco Boschin (a destra), a fianco dell’entrante Sergio Montico.
Portogruaro, 08.02.208. Sergio Montico, già amministratore delegato della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro nonché candidato consigliere per una delle civiche che avevano sostenuto la candidatura di Giorgio Barro a sindaco, è il nuovo presidente della Pro Loco. Il suo incarico non è certo facile: traghettare questa associazione fino al 2020 in modo da completare il mandato quinquennale che aveva iniziato il suo predecessore nella primavera del 2016. La nomina di Montico è avvenuta nei giorni scorsi ad opera del direttivo che a gennaio aveva accolto le dimissioni del suo predecessore, Francesco Boschin. Quest’ultimo avrebbe dovuto presiedere la Pro Loco sino al 2020, ma la sua esperienza è terminata dopo appena due anni dal suo insediamento. Ufficialmente le dimissioni sono legate ad “alcune problematiche di carattere familiare, che non gli permettono di seguire la presidenza dell’ente con assiduità (*).” L’insediamento della nuova amministrazione comunale, avvenuto nel 2015, non è servito a garantire quella continuità operativa della presidenza della Pro Loco che manca dal lontano 2013. L’ultimo presidente, che è riuscito a portare a termine per intero il suo mandato quinquennale, è stato Stefano Sonzin, noto titolare di una scuola guida portogruarese, che ha “guidato” la Pro Loco dal 2009 al 2013. Nell’aprile del 2013, contestualmente al completo rinnovo del direttivo della Pro Loco, era stato eletto presidente il farmacista Francesco Fratto che all’indomani del suo insediamento si era prefissato una serie di importanti obiettivi: coinvolgere sempre più persone nella organizzazione delle varie attività cercando di allargare la base associativa della Pro Loco. Ma il traguardo più difficile era quello di riuscire a recuperare sponsorizzazioni, al di fuori dei consueti contributi istituzionali provenienti dall’amministrazione comunale, per consolidare ed eventualmente ampliare le iniziative in città. Purtroppo la sua esperienza nella Pro Loco si è arenata dopo appena un anno e mezzo (nell’autunno del 2014) per l’impossibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati. Da un lato, infatti, ha assistito impotente alla defezione di persone che inizialmente gli avevano assicurato il loro sostegno. Dall’altro mancavano quelle risorse finanziarie necessarie a far proseguire l’operatività dell’associazione a quel livello qualitativo che ne aveva contraddistinto le attività nei primi due anni. Problematiche che – secondo me – persistono ancora oggi rappresentando la vera ragione per cui molti presidenti gettano la spugna. D’altronde, senza il fondamentale apporto economico dell’amministrazione comunale, le varie iniziative della Pro Loco non potrebbero aver luogo in quanto il contributo dei privati, in primis i commercianti, è marginale. Gli stessi che da sempre lamentano il fatto che a Portogruaro si fa troppo poco per attirare la gente (e quindi i clienti) nel centro storico. E’ inevitabile che le scelte della Pro Loco sull’organizzazione degli eventi necessitino sempre del avallo del Comune, dal momento che è praticamente l’unico soggetto che “scuce i quattrini”. Sergio Montico eredita questo pesante fardello al quale vanno ad aggiungersi le immancabili critiche dei portogruaresi, esternate sui social, sugli eventi organizzati dalla Pro Loco. Mi domando se Montico riuscirà a resistere sino al 2020.
(*) Fonte: Nuova Venezia del 8 febbraio 2018

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