Portogruaro: Petizione e manifesti per la salvaguardia del reparto psichiatria
Portogruaro, 21.11.2022. Prosegue la battaglia per la salvaguardia del reparto psichiatrico del nostro ospedale che, di fatto, si è trasformato in un day hospital per mancanza di medici. La consigliera del Gruppo Misto, Maria Teresa Senatore, ha annunciato dalla propria pagina facebook di sostenere la raccolta di firme che alcuni cittadini del Veneto Orientale stanno attuando per il mantenimento di questo reparto.

“Appare paradossale – si legge nella petizione – che oggi – dopo la pandemia – la territorialità venga sacrificata proprio all’interno del settore della Salute Mentale che l’ha da sempre considerata e perseguita come indispensabile specificità, anche con il rischio di depauperare l’attività clinica ambulatoriale territoriale del Centro Salute Mentale.” I promotori della petizione sollecitano non solo il sindaco di Portogruaro, Florio Favero, ma anche quelli del nostro mandamento a farsi parte attiva per interrompere il processo di trasferimento di questo importante servizio di Portogruaro verso San Donà di Piave. Nel frattempo anche il Circolo del Partito Democratico si sta attivando dopo aver fatto approvare, attraverso il gruppo consiliare Civici e Democratici, una mozione che impegna il sindaco e il parlamentino locale ad impedire la chiusura del reparto psichiatria. I dem hanno tappezzato la città del Lemene con manifesti che invitano i cittadini alla mobilitazione per evitare che il nostro ospedale perda un altro servizio sanitario. Se qualcuno pensava che il depotenziamento della psichiatria portogruarese a favore di quella sandonatese sarebbe avvenuto sotto traccia, nella completa immobilità delle forze civiche e partitiche, si dovrà ricredere. L’ultima riga del manifesto del PD prospetta ulteriori iniziative. Quali potrebbero essere? Nel 2014 vennero organizzati un partecipato presidio davanti al San Tommaso dei Battuti ed un altrettanto partecipato consiglio comunale in piazza della Repubblica per dire no all’ospedale unico. Ma rispetto ad allora oggi ci troviamo di fronte ad un sindaco non del Centrosinistra, bensì della Lega che da un lato deve giustamente tutelare la propria città. Dall’altro, però, non può ostacolare le delibere e le schede ospedaliere approvate dalla Regione guidata dal suo stesso partito. Una situazione scomoda e imbarazzante che dimostra come la tanto decantata filiera “comune, città metropolitana, Regione e Stato” affidata ad una stessa parte politica, in questo caso il centrodestra, non sempre garantisce la permanenza dei servizi nei territori.

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