L’assessore Lepore è irremovibile: il murale con Tina Anselmi non verrà modificato
Portogruaro, 28.01.2026. L’assessore alle Pari Opportunità, Nella Lepore, è intervenuta in consiglio comunale a seguito di un’interrogazione, presentata dalla capogruppo di minoranza Sara Moretto, in cui veniva chiesto di modificare il volto di Tina Anselmi raffigurato in un murale, commissionato dall’amministrazione comunale, perché per niente assomigliante. “I murales – ha spiegato l’assessore – sono opere d’arte e forme di espressione capaci di valorizzare gli spazi e influenzarne la percezione ed è un potente strumento di comunicazione visiva, che può trasmettere identità e valori, raccontare una storia, evocare emozioni, trasformando una parete anonima in una vera esperienza immersiva. Un illustre critico d’arte come Andrea Vizzini ha spiegato che valutare un’opera figurativa sulla base della somiglianza significa fraintendere radicalmente la funzione dell’arte: e su questo sono pienamente d’accordo. Sulla stessa linea si colloca l’artista Boris Brollo, secondo cui l’aderenza al reale richiama una concezione passatista della storia dell’arte, fondata sull’idea che esista una verità fissa del volto, cristallizzata in fotografia. Come dice Brollo, ogni immagine è solo uno scatto dentro un flusso temporale: non certifica la persona, ma un istante. L’assessore ha comunicato che sull’opera non verrà eseguita alcuna modifica, benché minima. “Un murale firmato – ha concluso – è un’opera d’arte e come tale è soggetto a copyright e diritto d’autore. E in quanto tale alterarne l’aspetto, anche se in maniera minima, costituisce reato: si oltraggia lo spirito e il messaggio dell’artista oltre a offenderne la persona che anche se ben disposta a modificarlo dovrebbe esprimere un parere scritto e sottoporlo al vaglio degli organi competenti unici in diritto a esprimersi, ancor di più se l’opera risulta essere di interesse storico”.

La consigliera Moretto si è detta soddisfatta della pienezza della risposta, perché l’assessore ha chiaramente detto quali sono le sue intenzioni rispetto questo murale. Poi ha aggiunto: “Sarebbe stato più trasparente ed onesto se l’amministrazione avesse detto di aver approvato questo bozzetto e che non farà marcia indietro anziché nascondersi dietro dei fatidici reati.” Infine si è fatta una domanda: “Se non deve valere per forza il principio della somiglianza (in base a quanto hanno asserito i critici d’arte citati dall’assessore ndr.) perché di quattro volti femminili raffigurati nel murale solo quello di Tina Anselmi non è somigliante? “Io credo – ha concluso- che un intervento per ripristinare la somiglianza del volto di Tina Anselmi sarebbe stata la scelta migliore.”

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