La scultura “trash” di Andreini non “smuove più le acque”

Nella foto la scultura di Andreini circondata da alcune piante: un agrifoglio, una nandina domestica e una palma.

Portogruaro, 15.01.2018. Acqua e immondizia (trash in inglese) sono immobili all’interno della scultura adiacente agli antichi mulini dal 2002. Mi riferisco alla struttura in metallo e vetro all’interno della quale l’acqua e i rifiuti, sistemati appositamente dall’autore (Claude Andreini), vengono mossi da una pompa. Stamani ho appurato che, premendo l’apposito tasto rosso sulla vicina parete, la pompa non si attiva più producendo quello scenografico fluttuare dei barattoli vuoti in plastica. Non è chiaro se il dispositivo elettrico si è rotto o è stato disattivato apposta. In base ad un accordo tra l’amministrazione comunale e Andreini, a quest’ultimo spetterebbe la manutenzione della propria opera d’arte. In attesa che la pompa torni a dare completezza al significato della scultura “trash”, segnalo che da ormai una decina di mesi non è stata rimessa al suo posto un’altra opera artistica posizionata lungo questo stesso camminamento. Mi riferisco al giavellotto, proteso sul fiume Lemene, che un atto vandalico ha danneggiato rompendone la base d’appoggio. Il suo restauro, o quanto meno il suo riposizionamento, tarda inspiegabilmente ad avvenire. In basso quello che rimane del giavellotto, opera di Massimo Poldelmengo. Più sotto la risposta dell’artista Andreini sul mancato ripristino della pompa.

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