La crisi amministrativa di Portogruaro nelle mani di Luigi Brugnaro
Nella foto copertina il sindaco metropolitano Luigi Brugnaro assieme alla consigliera del Gruppo Misto, Maria Teresa Senatore.
Portogruaro, 19.02.2023. Entra in scena un nuovo protagonista nella già intricata crisi amministrativa del nostro Comune: il sindaco veneziano Luigi Brugnaro. Il Gruppo Misto, capitanato da Mario Pizzolitto, accusa il sindaco Florio Favero di aver rinunciato, all’ultimo momento, di partecipare ad un loro incontro al quale era stato invitato il sindaco metropolitano Luigi Brugnaro nelle vesti di mediatore tra le due parti “in causa”. L’incontro si sarebbe dovuto svolgere prima della discussione in aula del bilancio di previsione che, come è noto, è stato bocciato proprio grazie ai voti decisivi del Gruppo Misto. Ma il sindaco Favero non accetta di venire additato come un amministratore intransigente sostenendo che è stato Mario Pizzolitto a non aver mai risposto alle sue richieste di incontrarsi per capire quale fosse il punto di vista del Gruppo Misto sul bilancio. Questi ultimi, però, avrebbero avuto il tempo di incontrare l’opposizione. Inoltre Favero contesta ai Misti di aver affossato il bilancio senza motivazioni concrete e a dimostrarlo sarebbe il silenzio di Pizzolitto durante il consiglio comunale.

Tralasciando il fatto che Pizzolitto non parla mai a braccio in sala consiliare preferendo i monologhi televisivi, assistiamo per l’ennesima volta ad uno scambio di accuse all’interno della maggioranza dove ognuno scarica sull’altro le proprie responsabilità. Stamani veniamo a sapere che il Gruppo Misto ha scritto al sindaco per poterlo incontrare con l’obiettivo di superare le reciproche incomprensioni. A invocare la fine di ambiguità, ambivalenze ed immobilismo è il gruppo d’opposizione Civici e Democratici che al termine dell’ultimo consiglio comunale aveva presentato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. I civici ritengono che “sia giunto il momento di ridare la parola agli elettori andando ad elezioni anticipate. L’ennesima crisi amministrativa che stiamo assistendo è la dimostrazione che non basta vincere le elezioni con un cartello elettorale per governare; se non c’è una progettualità comune, se non c’è fiducia reciproca fra le componenti della coalizione e se prevalgono personalismi ed autoreferenzialità questo è il risultato.”

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