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Appello degli studenti universitari al sindaco: Riapri le sale studio della biblioteca

Portogruaro, 23.12.2020. Nei giorni scorsi un gruppo di studenti universitari, frequentanti i corsi di laurea di Portogruaro e nostri concittadini iscritti in altre università rientrati anche per motivi economici, hanno inviato un appello al sindaco Florio Favero per poter riprendere ad utilizzare le sale studio della biblioteca comunale (foto), chiuse dal 5 novembre scorso. A causa del Covid-19 il servizio è stato sospeso creando un grave disservizio nell’attività di studio e ricerca. Non avendo avuto ancora un riscontro dal sindaco, i ragazzi hanno chiesto aiuto al comitato civico #tuttaunaltraportogruaro (TUAP) per ottenere uno sblocco almeno parziale, ma in tempi rapidi, di un servizio molto importante. Il portavoce di TUAP, Sergio Amurri, ha raccolto l’appello degli studenti, perché la cultura è un motore fondamentale per la crescita e la vita di una comunità.

Sergio Amurri

Per sostenere questo reale bisogno dei giovani, il gruppo consiliare Civici e Democratici, nel quale si identifica anche la lista civica TUAP, presenterà un’interrogazione per chiedere le reali motivazioni dell’attuale situazione e avanzare alcune proposte per garantire un servizio culturale ai cittadini. Mi sembra che la predisposizione del sindaco Favero al dialogo sia rimasta per l’ennesima volta sulla carta se questi giovani hanno dovuto ricorrere ad un comitato-lista civica per far sentire la loro voce. Nell’attuale periodo di pandemia il primo cittadino avrebbe potuto avere un colloquio telefonico o via Skype con un rappresentante di questi giovani portogruaresi per rassicurarli che il servizio in questione sarà attivato oppure avrebbe più semplicemente spiegato i motivi ostativi che ad oggi impediscono la riapertura delle sale della biblioteca. “In molte città universitarie – osserva il portavoce di TUAP, Sergio Amurri – il servizio non è stato sospeso ma è stato modificato e adattato nel rispetto delle norme anticovid. Il Comune di Portogruaro, invece, non ha mostrato alcun interesse a riorganizzare gli spazi e le modalità di fruizione delle sale. Probabilmente questa chiusura potrebbe essere legata ad un’insufficienza di organico. È altrettanto vero, però, che un’amministrazione attenta e sensibile ad uno spazio di cultura così importante per una città dalle tradizioni formative significative e sede universitaria come Portogruaro, avrebbe dovuto fare di tutto perché non venisse a mancare un servizio così essenziale. Nessuno – prosegue Sergio Amurri – nega le oggettive difficoltà che causa la pandemia e neanche l’impegno e il lavoro del personale della biblioteca, ma i disagi che si riversano sia sugli studenti universitari sia sui singoli cittadini di ogni età, avrebbero dovuto spingere l’amministrazione comunale a far diventare la biblioteca non un luogo deserto – e per un certo periodo anche chiuso – ma un esempio di resilienza. Per farlo bisogna attrezzarsi sia per riaprire le aule studio sia per i servizi di consultazione nella sede. Il Comune di Portogruaro avrebbe potuto e potrebbe mettere postazioni di studio con divisori in plexiglas, aprire ad accessi contingentati, sanificare gli spazi e distanziare le postazioni. L’obiettivo per un’amministrazione, seppure in periodi difficili, è quello di far capire ai suoi cittadini che così come tante altre attività anche la cultura non si deve fermare, perché è l’unico mezzo per far ripartire un paese. Inoltre anche rispetto agli altri servizi ancora attivi sarebbe apprezzato dagli utenti anche il servizio di prestito dei libri a domicilio, che risponderebbe anche alle esigenze di persone sole, anziane, che non possono muoversi.”

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