ELETTRODOTTO SAN NICOLO’. ZANIN: IL M5S NON RICONOSCE GLI SFORZI COMPIUTI DALLA PASSATA AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Portogruaro. Prosegue il duro scontro sull’elettrodotto di San Nicolò tra il M5S e il Circolo del Partito Democratico, due forze politiche che siedono entrambe all’opposizione nel consiglio comunale.

Per il segretario dem, Roberto Zanin, i pentastellati non agiscono come una forza d’opposizione, ma tendono sempre più a essere appiattiti sulle posizioni della maggioranza di centro-destra appoggiandola a prescindere. Il caso dell’elettrodotto poc’anzi accennato pare dimostrarlo. Il consigliere grillino Claudio Fagotto è fiducioso che il sindaco Maria Teresa Senatore, a differenza del suo predecessore, Antonio Bertoncello, arriverà ad una soluzione concreta e soprattutto definitiva del problema nonostante l’elettrodotto sia di proprietà privata ed il Comune non possa-secondo Senatore- spendere soldi su di esso. Quasi certamente per questa ragione l’interramento dell’elettrodotto non è stato più inserito nel piano delle opere pubbliche del Comune come, invece, accadeva in passato. Recentemente la coalizione di centro sinistra aveva proposto di reinserire questo intervento nel piano delle opere, ma la maggioranza di cdx ha ritenuto di non accettare tale osservazione. “Perché -si chiede Zanin- il  M5S non ha presentato nessuna richiesta formale al riguardo? Perché non ha preteso un inserimento dell’opera nel programma opere pubbliche? Ora chi governa deve fare la sua parte e chi è all’opposizione (o dovrebbe) come il M5S dovrebbe fare  la sua. Davvero -prosegue il segretario del Circolo- non si comprendono gli attacchi politici alla precedente amministrazione o al Pd. Forse servono a distogliere l’attenzione sul nulla  di fatto di questa maggioranza? Per il M5S e’ sufficiente la richiesta  di un parere circa  le competenze per risolvere un problema  così complesso come l’elettrodotto? Insomma per motivi politici o, peggio, partitici non  si possono travisare i fatti. Non si può votare a favore di un programma opere pubbliche che non prevede un’opera tanto auspicata, neppure per le verifiche o gli  studi di aggiornamento pure richiesti; non ci si può  turare il naso  anche quando, in materia ambientale,  il programma opere pubbliche di questa maggioranza prevede il nulla assoluto. Zanin, poi, ha spiegato come sulla complessa questione legata all’elettrodotto, la passata amministrazione abbia avuto sempre un’attenzione particolare. Dopo numerosi incontro con Rfi, non è mai stato nascosto ai cittadini una verità chiara e semplice:  Rfi non ha mai assunto l’impegno di interrare o spostare l’elettrodotto a proprie spese. Ciò soprattutto per un fatto dichiarato ed attestato: l’elettrodotto – dal punto di vista della normativa –  è in regola. Questo e’ stato spiegato in tantissimi incontri con i cittadini. La collaborazione con Rfi è stata cercata attraverso numerosissimi incontri. Tanto da riuscire ad ottenere ciò che in altre parti della stessa linea nessuno è riuscito ad ottenere, ovvero la sospensione della corrente. Altri impegni Rfi non li ha mai assunti, anche perché, così veniva detto, in analoghe situazioni si trovavano tantissimi altri luoghi in Italia. Si sarebbe aperta una catena insostenibile economicamente e tecnicamente. L’amministrazione precedente aveva messo in azione  un sistema di controllo in tempo reale, senza mediazioni: un fatto importante per la trasparenza ed ovviamente anche per la tutela della salute. Con la Regione Veneto è stata verificata la possibilità di ottenere dei contributi. Proprio per questo l’amministrazione nel 2013 aveva tentato di prevedere l’opera, stanziando anche un importo a riguardo, ma la voce del bilancio regionale destinata specificatamente per l’interramento di linee elettriche era a zero risorse disponibili ed il relativo capitolo non è stato mai rimpinguato. L’unica disponibilità di Rfi era alzare il traliccio della scuola (in cambio però della rimessa di corrente in linea). Cosa che ovviamente non avrebbe risolto definitivamente la questione della scuola, ed avrebbe aggravato la situazione nel resto della linea. Tale proposta non solo non risolveva il problema,  ma poteva portare nuovo rischio ai due principali esponenti portogruaresi del M5S, che hanno le case sotto l’elettrodotto. Quindi tale soluzione, sentiti i cittadini, veniva scartata. E’ evidente -conclude Zanin- che il problema dell’interramento dell’elettrodotto è un problema che deve necessariamente essere affrontato con una molteplicità di disponibilità (Rfi ora Terna- regione – comune). La questione della proprietà è superabile, se vengono concordati i termini per  una convenzione ed un accordo a riguardo, ma le risorse vanno comunque reperite. La Regione Veneto se vuole può fare la sua parte ed il comune, lo abbiamo detto nel precedente comunicato, non può nascondersi dietro un parere dell’avvocatura dello stato.

 

 

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