Cresce lo scontento per l’operato della giunta Senatore
Nella foto copertina la giunta Senatore quando c’era ancora la vicesindaco Ketty Fogliani.
Portogruaro, 11.02.2019. Ci sono chiari segnali che indicano un crescente scontento verso la giunta comunale sostenuta da Lega Nord, Forza Italia e dalle civiche di Barro, Morsanuto e Mascarin. Questi segnali non provengono dalle forze d’opposizione, dalle quali è scontato attendersi critiche, bensì da sempre più numerosi gruppi di cittadini. Da ieri, presso la rotatoria più grande di viale Pordenone, è comparso uno striscione che recita: “San Nicolò borgo abbandonato”.
Pare che ad esporlo sia stato il Comitato San Nicolò stanco di attendere da mesi una risposta dall’assessore Morsanuto e dalla sindaco Senatore in merito ad alcuni interventi, migliorativi per la viabilità e vivibilità di questo rione, da farsi in concomitanza con la realizzazione della terza corsia autostradale. L’amministrazione sembra aver alzato un muro di gomma sul quale rimbalza ogni tentativo del Comitato (presidii, volantinaggi e gazebo) di essere coinvolto nelle scelte sulla nuova viabilità del rione S. Nicolò. Il Comitato è giunto a chiedere un pronunciamento del parlamentino portogruarese che sino ad oggi è stato silente sulla questione dell’impatto ambientale della terza corsia. Tuttavia, scrutando i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale che si riunirà domani, tra essi non compare il tema della terza corsia. Nel frattempo c’è da registrare la richiesta, protocollata sabato scorso dal gruppo culturale Portogruaro Vive, con la quale si chiede alla sindaco di sospendere immediatamente l’abbattimento dei platani lungo viale Trieste.

“La legge n. 10 del 14 gennaio 2013 – scrive Maria Luisa Venturin, portavoce del comitato – protegge le alberature di particolare pregio storico, culturale e paesaggistico presenti nei centri storici e pertanto anche quelle ancora esistenti in viale Trieste.” Proprio lungo questo importante asse viario sono stati abbattuti la scorsa settimana una serie di platani perché – secondo gli addetti ai lavori – sono malati. La Venturin ha chiesto direttamente alla sindaco e al responsabile area tecnica del Comune i motivi che hanno portato a tale drastica decisione perché, ma questa è una mia personale impressione, i ceppi non sembrano colpiti da alcuna malattia.
Infine c’è da registrare il malumore dei 400 cittadini che hanno firmato la petizione per impedire la trasformazione della sala del Caminetto, storica sede di incontri pubblici, in un front-office degli uffici tecnici. La loro richiesta è stata seccamente respinta dalla sindaco che ha giustificato tale decisione perché oggi l’utilizzo della sala del Caminetto non è più possibile per motivi di sicurezza. La sua nuova destinazione d’uso servirà ad accogliere al piano terra gli utenti portatori di handicap impossibilitati a fare le scale della Villa comunale. La sindaco aveva assicurato di mettere a disposizione da subito altri luoghi per gli incontri pubblici in attesa che venga ricavata la nuova sala riunioni del Comune presso la galleria del teatro Russolo.

Si è parlato, ad esempio, del Centro Culturale Altan Venanzio, ma questa opzione non si è concretizzata. Infatti il gruppo consiliare di Centrosinistra aveva chiesto una sala in questo palazzo per svolgere un incontro pubblico, ma avrebbe ottenuto il diniego dell’amministrazione comunale perché l’evento si sarebbe svolto durante l’orario di apertura della biblioteca e ciò avrebbe disturbato i lettori. Ed allora i dem hanno dovuto prenotare una sala presso una struttura ricettiva privata. Questa sarà la stessa sorte che toccherà anche agli altri partiti che vorranno, in vista delle elezioni europee, organizzare incontri pubblici durante l’orario di apertura della biblioteca. Con le sue discutibili scelte, l’amministrazione Senatore si è già inimicata una buona fetta di cittadini. E siamo solo all’inizio dell’anno.

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