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Consiglio comunale: Unanimità a difesa della psichiatria a Portogruaro

Approvata la mozione, presentata dal gruppo Civici e Democratici, per impedire la chiusura del reparto psichiatria.

Portogruaro, 15.11.2022 Il Consiglio comunale di Portogruaro si schiera compatto a difesa del reparto di psichiatria dell’ospedale San Tommaso dei Battuti. Tutti quanti hanno ribadito che questo reparto è indispensabile per la nostra comunità. La proposta di mozione, votata ieri sera all’unanimità dopo un dibattito durato oltre due ore e mezza, “impegna il Sindaco e l’Amministrazione ad agire nei diversi livelli istituzionali consentiti e nelle relazioni intercorrenti con la Regione e l’ULSS4 Veneto orientale perchè venga scongiurata la chiusura del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) collocato nell’ambito dell’ospedale di Portogruaro e venga garantita la continuità del servizio a beneficio del mandamento.” La mozione è stata presentata in aula da Marco Terenzi (Civici e Democratici) e a seguire si sono succeduti vari interventi.

Florio Favero
Florio Favero

Il sindaco Florio Favero, basandosi sulle indicazioni fornitegli dall’Ulss 4, ha illustrato l’attuale situazione in cui versa la psichiatria nel Veneto orientale. Ha ricordato che il luogo centrale per la diagnosi, la terapia e la riabilitazione dei disturbi mentali e del disagio psicologico è il centro di salute mentale (di via Forlanini ndr.). Il potenziamento dei servizi territoriali, afferenti al centro salute mentale, ha consentito di abbassare il numero degli eventi acuti che comportano il ricorso a trattamenti sanitari obbligatori e all’eventuale ricovero in reparto di psichiatria. In un anno solo il 16% degli utenti della salute mentale è dovuto ricorrere alle cure presso il reparto di degenza ospedaliera. Tale percentuale si riduce al 1,4% per quanto riguarda i ricoveri urgenti, ovvero i TSO. A causa della carenza di medici psichiatrici, patita anche a livello nazionale, l’Ulss 4 ha annunciato la riorganizzazione temporanea del servizio psichiatrico in quanto non è più in grado di gestire contemporaneamente due reparti: quello di Portogruaro e quello di San Donà. Uno dei due va chiuso temporaneamente sino alle nuove assunzioni. La scelta è ricaduta su quello in riva al Lemene perché solo in quello sandonatese c’è lo spazio per incrementare i posti letto che passeranno da quattordici a venti. Il personale, presente nel reparto psichiatrico di Portogruaro, verrà suddiviso in tre unità. Una parte garantirà l’assistenza diurna nel reparto stesso, un’altra assicurerà un turno aggiuntivo nel reparto di San Donà in ragione dell’aumento dei posti letto. La terza unità andrà a potenziare il centro di salute mentale di via Forlanini. La narrazione del sindaco non coincide con quanto è venuto a conoscenza il consigliere Antonio Bertoncello (Civici e Democratici). Non da ieri, ma da molto tempo il direttore di psichiatria vuole garantire solo a San Donà la guardia attiva avvalendosi anche dei medici di Portogruaro. Ma così facendo gli stessi medici non riescono più a coprire i servizi diurni a Portogruaro. Inoltre “qualcuno ha dato disposizione al personale di Portogruaro di ricoverare i pazienti a San Donà pur avendo disponibilità di posti letto a Portogruaro” – ha evidenziato Bertoncello.

A. Zanutto

La consigliera della Lega, Alessandra Zanutto, ribadendo che il reparto di psichiatra non deve essere toccato perché a Portogruaro ce n’è veramente molto bisogno, si è fatta la seguente domanda: “in assenza di medici che servizio si può garantire ai cittadini?” Poi ha elencato gli investimenti che la Regione Veneto ha fatto presso l’ospedale San Tommaso dei Battuti dal 2015 ad oggi, ovvero da quando il centrodestra è alla guida di Portogruaro. Partendo dalla convinzione che la sanità non ha colore politico, il consigliere Riccardo Rodriquez (Forza Portogruaro) ha, invece, proposto di istituire una delegazione paritetica per andare a discutere in Regione delle problematiche della sanità portogruarese. Una proposta che stigmatizza il recente incontro del sindaco con l’assessore regionale alla sanità, Manuela Lazzarin, al quale hanno partecipato solo esponenti territoriali della Lega. Tale vertice, avvenuto a Palazzo Ferro Fini, è stato criticato pure dal consigliere Angelo Morsanuto (gruppo Senatore) non tanto per la sua forte connotazione partitica, ma perché il sindaco ha portato a casa solo rassicurazioni generiche e nessun atto vincolante, alcun impegno anche sulla realizzazione dell’ospedale di comunità presso la casa di riposo Francescon. “Stanno spogliando il nostro ospedale come un carciofo” – ha detto Andrea Vindigni (Civici e Democratici) riferendosi alla situazione non proprio rosea nei reparti. In particolare ginecologia, pneumologia ed ora psichiatria. In quello di cardiologia si parla di possibili dimissioni mentre nel pronto soccorso si utilizza personale remunerato a gettoni. Vindigni teme che se il processo di spoliazione del nostro ospedale andrà avanti di questo passo, presto si arriverà a dire che è arrivato il momento di ridimensionarlo mancando molti reparti.

Renato Stival
Renato Stival

Secondo Renato Stival, consigliere del Gruppo Misto, stiamo assistendo all’ennesimo depauperamento del nostro territorio con l’eliminazione dei posti letto nel reparto psichiatria. Se a Portogruaro si fanno meno trattamenti sanitari obbligatori ciò è dovuto ad un diverso approccio alla problematica, frutto di esperienza e professionalità maturate dal 1978, anno in cui venne aperto a Portogruaro il servizio di psichiatria, ben dieci anni prima che comparisse in quel di San Donà di Piave. Stival ha terminato il suo intervento chiedendo, ed ottenendo l’assenso del sindaco, che la mozione in esame quella sera venga trasmessa anche ai consigli degli altri comuni mandamentali per rafforzare la richiesta di impedire la chiusura del reparto di psichiatria. Il presidente del consiglio, Gastone Mascarin, ha condiviso l’obiettivo della mozione perché chi fa politica deve impegnarsi a prescindere da dove proviene una proposta (in questo caso dalla minoranza). Al contempo ha dato atto al presidente della Regione, Luca Zaia, di aver mantenuto sia l’ospedale di Portogruaro che di San Donà quando si parlava di realizzare un nosocomio a servizio dell’intero Veneto orientale.

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