Bertoncello smonta il mantra di Morsanuto
A. Bertoncello (a dx) e A. Morsanuto
Portogruaro, 04.06.2022. Noi non abbiamo mai votato contro il sindaco. E’ questo il mantra che il consigliere Angelo Morsanuto non si stanca di ripetere nel parlamentino portogruarese per cercare di dimostrare all’opposizione, e al pubblico collegato da casa, che il suo gruppo, quello che fa capo all’ex sindaco Maria Teresa Senatore, è stato sempre collaborativo nei confronti del primo cittadino Florio Favero. Insomma secondo Morsanuto se nella maggioranza c’è qualcuno che vuole mettere in difficoltà questa amministrazione, allora bisogna guardare altrove. Ma altrove c’è ben poco da guardare. Di sicuro il gruppo Lega non è mai andato contro il sindaco se non altro perché è stato da loro designato. Il presidente del consiglio, il meloniano Gastone Mascarin, non ha certo voglia di rinunciare al suo prestigioso incarico inimicandosi il sindaco. Rimangono i due consiglieri di Forza Portogruaro: Riccardo Rodriquez e il fuoriuscito dalla Lega, Mario Pizzolitto. Se il primo non può che ringraziare il primo cittadino per avergli assegnato l’ufficio H, ossia quello destinato ai cittadini con problemi di disabilità, il secondo è un battitore libero che, su “sollecitazioni esterne”, critica alcune scelte approvate dalla giunta Favero proponendo delle alternative. Basti solo pensare al progetto embrionale del parcheggio nella frazione di Portovecchio. Ma torniamo all’oggetto di questo articolo. Per ostacolare o, nella migliore delle ipotesi, deviare il percorso amministrativo del sindaco, non c’è solo il voto contrario ad una determina. Lo sa bene un consigliere d’opposizione che per due mandati è stato sindaco di Portogruaro: Antonio Bertoncello. L’esponente dem ha “smontato” il sopracitato mantra di Morsanuto ricordando che “la salute di una maggioranza non si vede solamente attraverso il voto, ma si vede attraverso le astensioni, le uscite dall’aula, la non partecipazione, le differenziazioni all’interno dello stesso gruppo.” E poi ha aggiunto: “Ci sono diverse modalità per esprimere il dissenso e quant’altro”. Vediamo di elencarne qualcuna. Già nella seconda seduta del consiglio comunale, quella in cui si doveva approvare un documento molto importante, ovvero il programma di mandato, il gruppo Senatore non si presentò in aula facendo così mancare il numero legale. Per non parlare poi dell’ultimo aggiornamento del DUP (Documento Unico di Programmazione) che in prima battuta è stato respinto grazie soprattutto ai voti d’astensione di una parte del gruppo Senatore. In quella occasione Morsanuto fu il solo del suo gruppo a votare a favore. E qui si legge molto chiaramente la differenziazione che esiste in seno a questo gruppo. Ma le contraddizioni dei “senatoriani” si leggono anche nella mozione, poi approvata da tutta la maggioranza, che chiedeva al sindaco di coinvolgere gli stakeholders e la cittadinanza prima di avviare la realizzazione dell’anello circolatorio a senso unico. Premesso che quest’opera pubblica era stata indicata nel programma elettorale della coalizione che sosteneva la candidatura di Favero, e quindi indirettamente è stata approvata dalla maggioranza degli elettori, stupisce che il gruppo Senatore prema per coinvolgere la cittadinanza. Nella passata amministrazione, quando a guidare l’amministrazione c’era la sindaco Senatore, non vennero organizzate riunioni pubbliche né per la rotatoria di Borgo San Giovanni (costata oltre 500 mila euro) né per la scelta di Pradipozzo come sede del “mastodontico” palazzetto dello sport che deve essere ancora completato. Orbene è chiaro dunque che le proposte di mozione del gruppo Senatore servono per tenere sulle spine (o se preferite tenere per qualcos’altro) il sindaco quando quest’ultimo compie delle scelte non condivise da tutta la sua maggioranza. I ruoli si sono invertiti. Nella passata amministrazione erano i leghisti ad approvare a denti stretti certe scelte discutibili della sindaco Senatore (basti pensare all’ubicazione periferica del palazzetto dello sport). Oggi è il gruppo Senatore a dissentire su alcune opere pubbliche indicate da Florio Favero, ma prima di approvarle cerca di “rallentarne” l’iter con la presentazione di mozioni. Un modo per prendere le distanze del sindaco e ingraziarsi una fetta di elettorato.

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