Alla Francescon rimarrà l’Hospice solo se in “coabitazione” con l’ospedale di comunità
Portogruaro, 18.03.2021. Colpo di scena sulla vicenda Hospice. Stamani dal Gazzettino abbiamo appreso che l’ULSS 4, guidata dal neo direttore generale Mauro Filippi, ha proposto di dedicare dei posti letto alle cure palliative negli ospedali di comunità previsti nelle case di riposo “Francescon”, a Portogruaro, e “Monumento ai caduti”, a San Donà di Piave. Ad annunciarlo è stata la presidente della Conferenza dei Sindaci Sanità, Silvia Susanna, che ieri ha coordinato un incontro in videoconferenza con l’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin e con il sopracitato Direttore Generale. La notizia farà gioire tutti coloro che, e sono oltre 2500, hanno firmato la petizione per mantenere alla Francescon il servizio Hospice. A spegnere ogni facile entusiasmo ci ha pensato l’assessore Lanzarin quando ha ribadito che l’idea della Regione e dell’Ulss è di realizzare un nuovo Hospice, con posti letto parametrati al numero di decessi per tumore in modo da risolvere il problema del disavanzo creato nelle case di riposo per la mancata copertura di tutti i posti letto dedicati ai malati terminali. Questo passaggio mi ha lasciato molto perplesso, perché si dice che il numero dei posti letto deve essere calcolato in base al numero dei decessi per tumore. Eppure sino ad oggi la Regione ha tralasciato questo parametro subordinandolo alla sempre maggior richiesta – a suo dire – dei familiari di tenere il proprio caro, colpito da un male incurabile, a casa anziché in strutture pubbliche. Per quest’ultima ragione gli attuali reparti Hospice sarebbe sottoutilizzati. Sarà interessante leggere il documento di sintesi che la presidente Susanna presenterà entro qualche settimana ai suoi colleghi sindaci, nel quale riassumerà le due proposte. Personalmente trovo che le due opzioni non siano compatibili: l’una esclude l’altra. Infatti non avrebbe alcuna convenienza, sotto il punto di vista gestionale ed economico, fare un nuovo Hospice nel Veneto orientale mantenendo dei posti letto per le cure palliative nelle due case di riposo. Mi stupisce poi che la proposta di dedicare dei posti letto ai malati terminali nel futuro ospedale di comunità “Francescon” provenga dall’Ulss 4, ovvero lo stesso soggetto che nel 2018 (ma allora il direttore generale era Bramezza) aveva respinto il progetto della Residenza Francescon di realizzare sullo stesso piano un Hospice per 4 posti letto ed un ospedale di comunità per 12 posti letto. Il diniego nasceva dal fatto che le unità operative non devono essere funzionalmente collegate. Pare che oggi tale impedimento sia stato superato. In che modo? Basterà erigere un muro divisorio e provvedere ad un ingresso autonomo per i due reparti? Perché tale soluzione non era stata avanzata già nel 2018? Prima che le due (incongruenti) proposte della Regione e dell’Ulss arrivino sul tavolo della Conferenza dei Sindaci, il primo cittadino di Portogruaro, Florio Favero, ha assicurato che verrà convocata una commissione consiliare ad hoc per dialogare con tutto il consiglio comunale.

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