Rispetto per i Monumenti ai Caduti: il centrodestra sandonatese più sensibile di quello portogruarese
Portogruaro, 10.10.2023. A San Donà di Piave hanno maggiore sensibilità e attenzione per i monumenti ai caduti rispetto a Portogruaro. E’ la conclusione a cui sono arrivato osservando l’energica presa di posizione assunta dall’amministrazione Teso nel preservare maggiormente il monumento dedicato all’aviatore Giannino Ancillotto che durante la prima guerra mondiale si era distinto per il suo coraggio. Il manufatto si trova nella centralissima piazza Indipendenza, a un centinaio di metri dalla sede municipale. Una situazione analoga a quella portogruarese dove il monumento equestre, presente in piazza, rappresenta, invece, tutti e 276 portogruaresi che persero la vita durante la Grande Guerra. Entrambi i monumenti non godono del rispetto che meriterebbero in quanto spesso vengono scambiati per una giostra sulla quale i ragazzi, inconsapevoli, salgono e scendono. A San Donà di Piave addirittura con gli skateboard. A Portogruaro il bordo del basamento è calpestato dai più piccoli che ci girano attorno oppure è utilizzato a mo’ di panchina dai giovani più cresciuti mentre bevono comodamente lo spritz. Senza parlare delle giornate in cui c’è il mercato settimanale o quello dell’antiquariato quando il cavaliere è “assediato” da furgoni, bancarelle e scatoloni di chincaglierie.
Nel Sandonatese a chiedere di delimitare il monumento, affinché nessuno ci salga sopra, è stata la locale associazione dell’Arma Aeronautica Aviatori d’Italia alla quale sta particolarmente a cuore il proprio ufficiale Giannino Ancillotto. Si tratta di una questione che a più riprese era stata fatta presente alle amministrazioni comunali, ma che ha trovato attenzione solo con l’attuale sindaco Alberto Teso e l’assessore Forcolin. Alcune settimane fa i sandonatesi si sono ritrovati il loro monumento transennato di punto in bianco. Ciò ha provato l’immediata protesta dell’opposizione che ha giudicato di pessimo gusto estetico questa soluzione. “Si è voluto agire -osservano – con rapidità anziché attendere qualche giorno in più e fare una cordonata adeguata all’importanza del monumento.” Com’è finita? Le transenne sono state rimosse non tanto per assecondare le richieste dell’opposizione, ma perché in piazza Indipendenza si era conclusa una manifestazione particolarmente partecipata.

Nella città del Lemene, invece, non mi risulta che alcuna associazione d’Armi abbia fatto sentire più di tanto la propria voce molto probabilmente perché il monumento equestre non rappresenta un loro appartenente, ma “generici” concittadini morti in guerra. Negli anni 90 del secolo scorso le amministrazioni di centrosinistra avevano proposto di trasferire questo monumento in una zona più periferica del centro storico sia per garantirne un maggior decoro (lontano dagli affollati mercati e manifestazioni) sia perché la scultura marmorea degli anni 20 del secolo scorso strideva con gli antichi palazzi circostanti del trecento. Tutto rimase lettera morta anche per la contrarietà dei partiti di centrodestra che non avrebbero mai permesso di spostare quel monumento pienamente permeato dai valori della cultura e dell’arte fascista. Le ultime due amministrazioni di centrodestra, che si sono succedute dal 2015 ad oggi, non hanno apportato interventi per assicurare il dovuto rispetto al monumento equestre. O il centrodestra di Portogruaro è diverso da quello sandonatese oppure qualche associazione combattentistica dovrebbe farsi avanti come è già avvenuto in riva al Piave.

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