Zanutto (Lega): “Duemila firme per l’Hospice non sono niente”
Portogruaro, 14.02.2021. E’ in atto un feroce scontro politico sulla permanenza dell’Hospice a Portogruaro. Nonostante a livello nazionale Lega e Partito Democratico abbiano deciso di sedere assieme nel governo Draghi per l’esclusivo interesse della nazione, nella città del Lemene si stanno scontrando in una furiosa battaglia politica iniziata ancora la scorsa estate. Materia del contendere è una delibera della Regione Veneto (guidata dalla Lega di Zaia) che prevede la chiusura degli attuali due Hospice di Portogruaro e San Donà di Piave in favore di un nuovo centro baricentrico nel Veneto orientale. Contrario a questo progetto si è subito proclamato il Partito Democratico che a Portogruaro è presente nel Consiglio Comunale con il gruppo “Civici e Democratici”. Tra le iniziative portate avanti per impedire che Portogruaro perda il proprio centro per le cure palliative, l’opposizione ha fatto convocare due commissioni consiliari ed ha promosso una petizione che in pochi giorni ha raggiunto quota 2000 firme. Secondo il consigliere Andrea Vindigni (Civici e Democratici) il raggiungimento di questo importante traguardo dimostra, in un periodo storico in cui non è facile vincere la ritrosia delle persone ad andare a firmare, quanto i portogruaresi siano legati all’Hospice. Come ha reagito l’opposizione incalzata dalle iniziative dei dem? Il gruppo Senatore ha presentato un ordine del giorno a difesa del mantenimento dell’Hospice alla Francescon, un documento che è stato firmato in seconda battuta anche dal resto della maggioranza (Lega e Forza Portogruaro).

La salviniana Alessandra Zanutto ha cercato di ridimensionare il successo della petizione affermando che duemila firme sono niente in quanto se la raccolta fosse stata promossa da tutti si sarebbe raggiunto facilmente quota 30mila o addirittura 50 mila (da sottolineare che il numero degli abitanti di Portogruaro si ferma a circa 25 mila unità). A calcare la mano è stato il capogruppo di Forza Portogruaro, Riccardo Rodriquez, che ha rimproverato ai dem di non far squadra con il resto del consiglio comunale, ma di muoversi autonomamente con iniziative inutili come quella di riempire la città di manifesti con la scritta “Salviamo l’Hospice” (vedi foto copertina) che creerebbero solo allarmismo psicologico nella gente che, rispetto una volta, è più silenziosa, ma molto più attenta e informata. Secondo Rodriquez sarebbero pleonastiche le migliaia di firme raccolte dal Partito Democratico, perché la situazione dell’Hospice troverà a breve una soluzione grazie all’indubbia capacità del sindaco Florio Favero di impedire la chiusura di questo servizio a Portogruaro. In attesa di vedere se lo straripante ottimismo del consigliere Rodriquez si concretizzerà con quanto da lui promesso, mi preme sottolineare come l’estate scorsa, in piena campagna elettorale, i candidati della Lega avevano categoricamente smentito che si sarebbe chiuso l’Hospice di Portogruaro nonostante la delibera sopracitata dica ben altro. Inoltre l’ordine del giorno, firmato dall’intero consiglio comunale qualche giorno fa, prevede che l’Hospice rimanga alla Francescon. Eppure sia la Zanutto che Rodriquez hanno chiaramente detto che se la permanenza dell’Hospice a Portogruaro è ormai un fatto consolidato, resta da vedere se rimarrà alla Francescon. Un atteggiamento di incertezza che non lavora certamente a favore della Casa di Riposo di borgo San Gottardo.

Blogger e Youtuber dal 2009.