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Videosorveglianza nelle frazioni, ma solo dopo l’arrivo della fibra ottica

Portogruaro, 24.12.2024. L’estensione della videosorveglianza nelle frazioni di Portogruaro avverrà solo dopo che queste ultime saranno raggiunte dalla fibra ottica.

guido giuseppin
guido giuseppin

Lo ha detto ieri sera in consiglio comunale il capogruppo della Lega, Guido Giuseppin, per giustificare il voto contrario di tutta la maggioranza alla trattazione di un ordine del giorno, proposto dal capogruppo Sara Moretto, con il quale si voleva impegnare la giunta a implementare la videosorveglianza in periferia. E vista la lentezza con cui sta procedendo l’estensione della fibra ottica, a trarne vantaggio saranno i ladri che indisturbati potranno continuare a compiere scorrerie nelle nostre abitazioni. Nella frazione di Pradipozzo, ad esempio, non c’è ancora la fibra ottica mentre a Summaga solo recentemente sono iniziati i lavori di posa della fibra, ma limitatamente ad un numero ristretto di vie in pieno centro. Paradossalmente nelle zone più decentrate di Summaga e dotate di pubblica illuminazione, la posa della fibra ottica non necessita neppure di scavi in quanto i cavi verrebbero fatti passare attraverso le preesistenti condotte sotterranee della pubblica illuminazione. Lo prevede un accordo sottoscritto solamente qualche anno fa tra l’amministrazione comunale e una ditta locale, specializzata in servizi di connessione wi-fi in banda larga. Peccato che di tale accordo non si conoscano i tempi di attuazione, sempre che sia ancora valido.

sara moretto

Ieri sera, durante il dibattito sul bilancio di previsione, la Moretto aveva presentato un emendamento con il quale si voleva impegnare la somma complessiva di 165 mila euro nei bilanci dei prossimi tre anni per realizzare la videosorveglianza. I revisori dei conti hanno però fatto sapere che tale emendamento è inammissibile. Una decisione altamente prevedibile dal momento che quando il bilancio di previsione arriva in aula a fine anno, i giochi sono ormai fatti e non si possono riaprire. Se, in linea teorica, la richiesta della Moretto fosse stata approvata, la maggioranza avrebbe dovuto al tempo stesso indicare quali sarebbero state le fonti finanziamento per la videosorveglianza. Per superare il niet dei revisori dei conti la Moretto, che ci ha abituato a non demordere facilmente dai suoi intenti, ha presentato un documento politico, ossia un ordine del giorno in cui impegna la giunta comunale a trovare le risorse necessarie (senza specificare l’importo ndr.) per dotare progressivamente tutte le frazioni di una rete di videosorveglianza. Tale mossa ha spiazzato la maggioranza che ha chiesto la sospensione dei lavori del consiglio per permettere ai propri capigruppo di assumere una decisione condivisa. Mai come in questa consiliatura abbiamo assistito a così tante interruzioni dei lavori per riuscire a far procedere i lavori dell’assise. Segno che la maggioranza si trova spesso impreparata sul da farsi davanti alle richieste della minoranza.

luigi toffolo

Alla ripresa dei lavori del Consiglio ha preso la parola il sindaco Luigi Toffolo il quale, a nome della sua maggioranza, ha invitato a votare contro tale ordine del giorno ritenendo che la questione videosorveglianza, seppure sia un fattore molto importante per garantire la sicurezza, debba essere approfondita in sedi adeguate, ovvero in un altro consiglio comunale o nella conferenza dei sindaci. Secca la replica della Moretto al sindaco. “Questo ordine del giorno non è un documento tecnico che ha bisogno di approfondimenti tecnici né di grandi indagini. E’ un documento politico che ottempera quello che il prefetto di Venezia ha chiesto ai sindaci qualche giorno fa (il riferimento è alla richiesta del Prefetto di potenziare la videosorveglianza sul territorio ndr.). E’ un documento che ci permette di dire ai cittadini delle frazioni, che hanno subito furti nelle proprie abitazioni oppure che sono comunque preoccupati, che l’amministrazione si impegna a risolvere il problema dei furti per prima cosa installando le videocamere di sorveglianza.” A sostenere la volontà del sindaco a rinviare la questione ad un tavolo tecnico è stato il capogruppo della Lega, Guido Giuseppin, secondo il quale, prima di prendere una decisione sulla videosorveglianza, bisognerebbe conoscere le telecamere più idonee al caso, ma soprattutto attendere il completamento della posa della fibra ottica nelle frazioni in modo da sfruttare tale infrastruttura per collegare in rete “gli occhi elettronici” dell’intero territorio comunale. La Moretto ha obiettato che in consiglio comunale non si discute delle caratteristiche tecniche di un impianto che si vuole acquistare. E a supporto della sua tesi ha ricordato che la maggioranza ha recentemente approvato l’acquisto delle costose luminarie senza specificarne i dettagli tecnici nonostante fosse stata incalzata dalla minoranza. Il consiglio comunale è sovrano nel decidere una cifra da imputare ad un obiettivo di spesa, ma le valutazioni tecniche sul tipo di acquisto da fare spetta agli uffici comunali competenti in materia. Nonostante la Moretto avesse messo in luce il passo falso del capogruppo della Lega, la maggioranza (c’erano dubbi su un suo possibile ripensamento?) ha tirato dritto bocciando l’ordine del giorno sulla videosorveglianza.

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