Quali difficoltà rallentano lo sviluppo del Veneto Orientale?
Portogruaro, 23.11.2019. Dopo il dibattito pubblico sulla cultura in riva al Lemene, ieri sera il comitato “Tuttaunaltraportogruaro” ha incontrato nuovamente i cittadini per capire come mai il Veneto Orientale stenta ad agganciare la ricrescita economica che da altre parti, invece, si vede. Un pubblico numeroso ed attento ha ascoltato gli interventi di tre esperti che sono stati presentati dall’Ing. Guido Anese.

Bruno Anastasia, sociologo esperto del mercato del lavoro, ha mostrato i dati demografici relativi al Veneto orientale. Nel periodo 2011-2019 il Portogruarese ha assistito ad un leggero calo della popolazione residente che attualmente si assesta sulle 86 mila unità. Il dato sarebbe stato peggiore se non ci fosse stato l’apporto degli immigrati stranieri. Il Sandonatese, invece, continua ad essere attrattivo sia per gli italiani che per gli stranieri raggiungendo quota 134 mila unità. Gli effetti negativi, dovuti alla crisi statunitense dei mutui subprime del 2008, si sono riverberati negli anni successivi anche nel Veneto Orientale. A risentirne maggiormente son stati, in ordine di importanza, i settori dell’edilizia, del legno, metalmeccanico e tessile.

L’emorragia di posti di lavoro si è arrestata a partire dal 2015 con una ricrescita occupazionale che ha riguardato i settori del commercio-tempo libero, logistica e i servizi alla persona. Ben al di sotto della media nazionale la diffusione del reddito di cittadinanza nel Portogruarese dove a fronte di 1061 domande di sussidio ne sono state accettate poco meno della metà. E’ stata poi la volta del sindaco di San Donà di Piave, Andrea Cereser, che ha portato la sua preziosa esperienza di amministratore locale (è al suo secondo mandato). Cereser ha elencato una decina di priorità ed urgenze che andrebbero al più presto affrontate. La denatalità nei nostri territori, in linea con quella nazionale, e il conseguente invecchiamento della popolazione metteranno a repentaglio la tenuta dello Stato sociale (sanità, pensioni, ecc.) se non si interverrà. Le infiltrazioni mafiose stanno minando tratti sempre più importanti della nostra dimensione economica e sociale.

I cambiamenti climatici sono una seria minaccia per il nostro territorio che è, in gran parte, un’area sottratta al mare grazie alle opere di bonifica del secolo scorso. La vitalità dei centri urbani continua ad essere messa a dura prova dai centri commerciali anche se ultimamente si sta assistendo al lento ripopolamento del cuore delle città. Persone che avevano scelto di farsi la villetta in periferia, oggi preferiscono la comodità dei piccoli appartamenti in centro con servizi e negozi sotto casa. Al sottosegretario all’economia, Pier Paolo Barretta, è stato chiesto come a Roma viene visto il nostro territorio che non è più alla periferia dell’impero, ma si trova ad occupare una strategica posizione di cerniera tra est e ovest. L’esponente dem, condividendo le priorità segnalate dal primo cittadino sandonatese, ha evidenziato che è quanto mai necessario un piano d’intervento per contrastare il dissesto idrogeologico.

I recenti e ripetuti allagamenti di Venezia ci fanno capire che bisogna completare al più presto il Mose provvedendo al contempo alla pulizia dei canali e all’innalzamento delle fondamenta. Berretta non nasconde che tale struttura ha dei limiti, ma al momento non c’è nessuna altra alternativa per salvaguardare la Serenissima dal fenomeno dell’acqua alta. Nel Veneto orientale è necessaria una rigenerazione urbana che preveda la riqualificazione degli edifici dismessi al fine di contenere il consumo del suolo. Un altro aspetto importante è la sburocratizzazione per agevolare le imprese locali e più in generale un riordino della macchina amministrativa per garantire/migliorare i servizi erogati ai cittadini.

Blogger e Youtuber dal 2009.