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PORTOGRUARO: LO SPID NON SI FA IN COMUNE

Portogruaro, 14.12.2021. L’amministrazione Favero non attiverà il servizio per il rilascio gratuito dello SPID che nel Comune di San Donà di Piave, invece, è già attivo dallo scorso settembre. Di questo dobbiamo “ringraziare” il vicesindaco Mattia Dal Ben (Lega) che ieri sera, rispondendo ad un’interrogazione del gruppo “Civici e Democratici”, ha spiegato perché a Portogruaro si è scelto di non attivare la procedura per il rilascio dello SPID presso gli uffici comunali.

Mattia Dal Ben
Mattia dal Ben

Ma prima facciamo un passo indietro per spiegare, a coloro che ancora non lo sapessero, cos’è lo SPID. Il Servizio Pubblico Identità Digitale è un codice che identifica in maniera univoca un cittadino. Sta diventando sempre più parte integrante e necessaria della nostra vita in quanto ci permette di usufruire, in via digitale, di una sempre più ampia gamma di servizi offerti dalla pubblica amministrazione: dai rapporti con il fisco e l’INPS alla richiesta on line di certificati che solitamente potevamo ottenere solo recandoci presso l’ufficio anagrafe del nostro Comune. Lo scorso novembre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scaricato il primo certificato digitale dalla piattaforma “Anagrafe nazionale della popolazione residente” usando lo SPID. Dallo stesso mese lo SPID è diventato necessario per accedere all’App “Sanità Km zero” che nella nostra regione consente, fra le altre cose, di richiedere la ripetizione dei farmaci al proprio medico. Quindi mi pare evidente che lo SPID, volenti o nolenti, stia diventando indispensabile. Non a caso è lo stesso apparato statale a spingere verso l’informatizzazione dei servizi. Fino a qualche mese fa gli uffici postali attivavano la procedura per il rilascio dello SPID gratuitamente a chi ne faceva richiesta. Poi, allineandosi ad altri gestori d’identità digitale, hanno deciso di chiedere 15 euro. Una cifra che il vicesindaco Dal Ben ha definito talmente irrisoria da non giustificare l’attivazione di questo servizio presso gli uffici comunali che dovrebbero impegnare circa 1500 euro all’anno come canone per interfacciare il proprio software di gestione con quello dell’ente certificatore scelto. Inoltre ci sarebbe una difficoltà ad individuare all’interno della dotazione organica del personale comunale, il dipendente che dovrebbe assolvere questo servizio. A San Donà di Piave, per fare un esempio, il servizio è attivo presso uno sportello dedicato dell’Ufficio Protocollo. Personalmente trovo deboli le giustificazioni del vicesindaco in quanto 1500 euro sono una cifra alla portata del nostro Comune che non lesina risorse per iniziative quali la Fiera di Sant’Andrea e Terre dei Dogi in Festa. Manifestazioni che portano denaro soprattutto nelle casse di chi ha la propria attività commerciale e di ristorazione nel centro storico. Evidentemente offrire il rilascio gratuito dello SPID non crea business. D’accordo che bisogna rivitalizzare la città con iniziative. D’accordo che vanno aiutati anche i commercianti e i ristoratori e tutto l’indotto creato dalle sopracitate manifestazioni. Ma è mai possibile che un’amministrazione comunale, con l’ambizione di diventare capitale del Veneto orientale, si tiri indietro sullo SPID? La consigliera comunale Silvia Arreghini, replicando alla risposta del vicesindaco, ha auspicato che il Comune attivi almeno una campagna di informazione capillare per informare i cittadini sulle finalità dello SPID. Ha poi evidenziato l’opportunità da parte del Comune di aiutare le persone poco esperte in ambito digitale (vedi gli anziani) a concludere la procedura di iscrizione allo SPID che rimane in capo ai singoli cittadini.

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