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Portogruaro: il Maresciallo Tito spezza il Centrodestra

Josip Broz Tito in uniforme

Nel prossimo consiglio comunale il Centrodestra, incapace di trovare la quadra, presenterà non una, ma ben due proposte per revocare l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Maresciallo Tito.

Portogruaro, 25.03.2021. Ha tutto l’aspetto di una corsa a mettersi le medaglie al petto la scelta della maggioranza di arrivare al prossimo consiglio comunale con due distinte proposte sullo stesso ordine del giorno: la revoca dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Maresciallo Josip Broz Tito. Capo della Resistenza jugoslava, oltre a liberare dall’invasore nazifascista il suo Paese, ne divenne anche presidente dal 1953 al 1980. Nel 1969 ricevette dall’allora Capo di Stato italiano, Giuseppe Saragat, il riconoscimento appena citato probabilmente anche a seguito di alcuni importanti accordi commerciali siglati tra i due Stati: ricordo, ad esempio, che in quegli anni alcuni modelli della FIAT, come la Seicento o la 128, venivano fabbricati su licenza da un’azienda jugoslava. Ma torniamo ai giorni nostri. Lega e Forza Portogruaro, sorpassando a “destra” il gruppo di Fratelli d’Italia, ovvero Gastone Mascarin, hanno presentato per primi l’ordine del giorno riguardante Tito. A distanza di pochi giorni Mascarin ha fatto protocollare il suo.

G. Mascarin

Entrambi i documenti chiedono, seppure con premesse più o meno articolate, che il governo revochi l’onorificenza conferita dallo Stato Italiano a Tito in quanto quest’ultimo “tra il 1943 e il 1947 ha condannato a morte migliaia di italiani giuliano-dalmati facendoli gettare nelle Foibe, e ha cacciato dal suo Paese più di trecentomila persone, con l’accusa di essere Italiani e di conseguenza fascisti.” Questi ordini del giorno stanno ultimamente proliferando in tutta Italia e hanno come obiettivo far approvare una proposta di legge (elaborata da Fratelli d’Italia, ma arenatasi in parlamento nel 2018) che consentirebbe di revocare l’onorificenza al maresciallo Tito. Nei due testi protocollati nel Municipio di Portogruaro non c’è alcun riferimento al periodo antecedente all’armistizio dell’8 settembre 1943 quando i territori dell’Istria e della Dalmazia erano stati, per un ventennio, sotto il regime mussoliniano. Nessun riferimento al fatto che il fascismo aveva adottato una politica di italianizzazione forzata della popolazione autoctona: provvedimenti che hanno penalizzato fortemente le minoranze slave, in particolare quella croata e slovena, che vivevano principalmente nell’entroterra e appartenevano alle classi meno abbienti. Nessun riferimento al fatto che l’Italia, assieme alla Germania, dichiarò guerra nel 1941 alla Jugoslavia con l’obiettivo di espandere i confini nei Balcani. Era perciò inevitabile che con il capovolgimento dei rapporti di forza, ovvero dalla caduta del governo Mussolini sino alla fine della seconda guerra mondiale, gli slavi avessero un conto aperto da saldare con i fascisti che, purtroppo, venivano identificati con tutti gli italiani. Ciò detto non sto giustificando o sminuendo il massacro delle foibe, che rimane una crudeltà, ma bisogna contestualizzare quei fatti per capire l’origine di tanta avversione verso i nostri connazionali. Come è già accaduto nel consiglio comunale di San Donà di Piave, anche a Portogruaro ci si attende un vibrante dibattito su questo argomento. In riva al Piave la proposta di revoca dell’onorificenza a Tito è stata presentata dal centrodestra in maniera unitaria, ma è stata necessaria un’integrazione da parte del Centrosinistra perché venisse approvata all’unanimità (unico astenuto il consigliere 5Stelle).

A. Zanutto

A Portogruaro lo scenario appare molto più articolato, perché Mascarin (Fratelli d’Italia) e la Zanutto (Lega) non sono riusciti a mettersi d’accordo su un unico documento, ma ognuno si è arroccato sulle proprie posizioni. Da evidenziare che nessuna delle due proposte è stata sottoscritta dal gruppo di maggioranza che fa capo alla Senatore la quale diventa determinante con i suoi consiglieri. Intanto l’opposizione di Centrosinistra, guidata da Marco Terenzi, non è rimasta alla finestra. Ha presentato un ordine del giorno che, oltre a chiedere il rinvio della questione al termine della pandemia, ricorda come il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 2020 abbia stretto la mano al suo omologo sloveno, Borut Pahor in nome della pace e di un futuro di collaborazione tra i due popoli.

Sergio Mattarella e Borut Pahor

I Civici e Democratici hanno poi formulato due richieste al governo: modificare la legge che regolamenta la concessione delle onorificenze permettendone la successiva revoca anche a persone già decedute che si siano macchiate di gravi crimini contro l’umanità. Approvare la proposta di legge, ferma in Parlamento, che punisce la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e al nazismo e la vendita e la produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti. Infine l’opposizione auspica che siano ulteriormente promosse commemorazioni volte a celebrare il Giorno del Ricordo e la Giornata della Memoria nonché siano favoriti convegni, incontri e dibattiti volti a conservare la memoria di questi crimini soprattutto tra i giovani studenti.

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