Portogruaro: Da sei mesi è arenata la 7 commissione permanente
Nel fotomontaggio di copertina tre esponenti di spicco della maggioranza, il forzista Pietro Rambuschi, il meloniano Michele Lipani e il leghista Luigi Toffolo assistono sconsolati all’arenamento della 7 commissione permanente.
Portogruaro, 29.08.2025. Istituita lo scorso 26 febbraio con i voti della sola maggioranza consiliare, la 7 commissione permanente non si è mai insediata. Principale obiettivo di questa commissione, che avrebbe dovuto aggiungersi alle altre sei già attive dall’inizio della consiliatura, era quello di aggiornare il regolamento del consiglio comunale. Dietro questo apparente innocuo intento formale, in realtà si cela la volontà del centrodestra, al governo della città dal 2015, di ridurre i tempi di discussione a disposizione dei consiglieri affinché le adunanze non si protraggano per ore arrivando spesso ben oltre la mezzanotte. Per raggiungere questo scopo non si sono valutate altre alternative come quella, ad esempio, adottata dal parlamentino sandonatese dove le interrogazioni, interpellanze e le domande d’attualità vengono discusse un’ora prima che si insedi il consiglio comunale facendo così risparmiare tempo.

L’opposizione ritiene che il taglio dei tempi d’intervento comprima il confronto democratico. Ritiene inoltre ancora validi i minuti di discussione previsti dall’attuale regolamento: 15 minuti per il primo intervento, 5 per la replica e 3 per la dichiarazione di voto. Tempi che raddoppiano quando in trattazione ci sono materie di estrema importanza come l’approvazione del bilancio. Bisogna sottolineare che se l’opposizione sfrutta quasi sempre per intero i tempi messi a disposizione dal regolamento, i consiglieri di maggioranza fanno quasi sempre scena muta oppure, cosa peggiore, intervengono per replicare alle argomentazioni dell’opposizione quando quest’ultima ha esaurito i minuti a disposizione. Un sotterfugio che evita il sano dibattito in aula e denota l’incapacità politica di saper difendere le proprie idee. Dal momento che anche in questa consiliatura abbiamo assistito all’irrigidimento della maggioranza nell’accogliere suggerimenti o, più semplicemente, nel dare risposte esaustive all’opposizione, quest’ultima si sente svilita nel proprio ruolo di controllo, verifica e critica sull’operato dell’amministrazione. Anziché esserci un confronto, ad ogni seduta del consiglio si assiste ad uno scontro. Difficile dunque che si trovi un punto di caduta che faccia accettare all’opposizione la volontà della maggioranza di ridurre la durata dei consigli comunali. Sino ad oggi la minoranza non ha fornito i nominativi dei propri componenti nella 7 commissione. Così facendo ne ha, di fatto, impedito l’avvio con buona pace della scalpitante maggioranza che si trova davanti ad un bivio: o rinunciare ad aggiornare il regolamento consiliare oppure fare una forzatura (con tutti i rischi che ne conseguono) bypassando la 7 commissione e portando la discussione delle modifiche al regolamento consiliare direttamente in aula. Chissà se già nel prossimo consiglio comunale, che dovrebbe essere convocato per settembre, la questione evolverà in un verso o nell’altro.

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