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Padovese ha dubbi sulla candidabilità di Mascarin

Portogruaro, 4.12.2020. L’aveva promesso nella prima seduta del consiglio comunale e, dopo oltre un mese, ha mantenuto la parola. Sto parlando del consigliere di minoranza Graziano Padovese il quale ha recentemente protocollato un’interrogazione per sapere se sull’attuale Presidente del Consiglio, Gastone Mascarin (Fratelli d’Italia), pende l’incandidabilità. Il riferimento è ad una vicenda che risale al 2015 quando Mascarin, allora in veste di consigliere di minoranza, autenticò delle firme (una parte delle quali – poche secondo Mascarin – risultarono in seguito false) sulle liste elettorali di Forza Nuova a sostegno delle candidature di Sebastiano Sartori a governatore del Veneto e di Roberto Fiore a sindaco di Venezia. Il Gazzettino riferisce che “a Sartori furono annullate 800 delle 3.700 firme raccolte e la sua lista fu esclusa dalle elezioni.” Per quelle firme false Gastone Mascarin, che nel frattempo era diventato per la prima volta presidente del consiglio comunale, patteggiò la pena nell’aprile del 2017. Se la vicenda processuale poteva dirsi conclusa, dall’altro lato se ne aprì una politica quando nell’autunno dello stesso anno le opposizioni chiesero – senza successo – le immediate dimissioni di Mascarin. E veniamo ai giorni nostri. Nel corso della seduta di insediamento del neo sindaco Florio Favero, il consigliere Padovese ha citato una sentenza del TAR del Lazio (nr. 00278/2018 REG. PROV. COLL. nr. 00317/2018 REG. RIC e pubblicata nel maggio del 2018) relativa “all’incandidabilità di soggetti che hanno riportato condanne penali i quali, indipendentemente dall’entità della condanna, per potersi candidare alla carica di consigliere comunale devono chiedere l’estinzione del reato al Giudice dell’Esecuzione e ottenere la riabilitazione per buona condotta dal Tribunale di Sorveglianza.” Padovese nella sua interrogazione chiede all’amministrazione Favero se tale sentenza del TAR è applicabile all’incandidabilità e all’elezione a consigliere dell’attuale presidente del consiglio (Gastone Mascarin) e, in caso affermativo, cosa intende fare l’amministrazione. Nel caso, invece, non lo fosse, chiede di conoscere nel dettaglio le motivazioni. Il parere dell’esperto. Sulla presunta incandidabilità del presidente Gastone Mascarin riporto il parere dell’avvocato portogruarese Emanuele Forner secondo il quale l’interrogazione presentata da Padovese fa “tanto rumore per nulla. La questione – osserva Forner – è vecchia e superata, dal punto di vista giuridico: il D.Lgs. 235/2012 (c.d. Legge Severino), art. 10, comma 1, lett. d), prevede l’incandidabilità (e la conseguente nullità dell’elezione: comma 3) solo se la condanna sia superiore a 6 mesi di reclusione. Nel caso di specie, Mascarin patteggiò la pena nella misura di 6 mesi (ovviamente sospesa), quindi giuridicamente non era incandidabile. Certo, rimane una questione di opportunità politica e morale (tenendo conto che il reato è stato commesso proprio avvalendosi delle prerogative di consigliere comunale), ma la maggioranza cui Mascarin appartiene la sorvolò disinvoltamente ancora nella scorsa consiliatura, quando emerse per la prima volta, e non appare probabile che possa cambiare atteggiamento.” Dalle parole dell’avv. Forner, basate sulla norma, è chiaro a chiunque che Mascarin è legittimato a rimanere in consiglio comunale. A questo punto, però, c’è da chiedersi, visto che Padovese non è uno sprovveduto, ma un amministratore locale con esperienza sulle spalle, quale sia il vero obiettivo che si era prefissato presentando tale interrogazione. Ragionateci sopra.

 

 

 

Nella foto copertina a sinistra Graziano Padovese. A destra Gastone Mascarin.

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