Morsanuto: La rotatoria S. Giovanni è propedeutica alla riqualificazione di edifici privati
Nella foto via Fondaco occupata solo in parte dai cubetti in porfido. Nel tondo l’assessore Morsanuto.
Portogruaro, 01.05.2019. La rotatoria di borgo S. Giovanni, la cui ultimazione – leggendo la stampa – è prevista per il prossimo 10 maggio, sta assumendo inaspettate valenze polifunzionali da fare invidia al palazzetto di Pradipozzo. Fino ad oggi, leggendo la documentazione ufficiale pubblicata sul sito del Comune, sembrava che il progetto di questa rotatoria fosse stato approvato esclusivamente per mettere in sicurezza “l’intersezione a raso tra la via di accesso a Borgo San Giovanni, via fondaco e via Bon.” Al di fuori del linguaggio burocratico, la rotatoria serve – nelle intenzioni degli attuali amministratori locali – ad agevolare sia l’ingresso degli automobilisti in centro storico che l’immissione delle auto, provenienti dal vicino ospedale civile, in via Bon. Quando c’era ancora l’incrocio era praticamente impossibile, negli orari di punta, poter svoltare a sinistra, direzione via Bon, dallo stop posizionato in via Fondaco (a lato dell’edicola). E’ ormai un convincimento diffuso tra gli esperti, ma anche tra i semplici cittadini, che la rotatoria non renderà più fluido il traffico rispetto al precedente incrocio perché non sono stati eliminati i due principali elementi rallentatori, ovvero i due passaggi pedonali che consentono a pedoni e ciclisti di passare da Borgo S. Giovanni a via Fondaco e viceversa. I Cinquestelle, ma anche altri gruppi consiliari d’opposizione avevano suggerito, senza essere minimamente ascoltati, che un passaggio pedonale semaforico, come quello presente a Pordenone presso il ponte di Adamo ed Eva, avrebbe reso il traffico più scorrevole in Borgo S. Giovanni senza dover spendere centinaia di migliaia di euro in una rotatoria. Ma la maggioranza consiliare, composta da Lega Nord, Forza Italia e le civiche che fanno riferimento a Giorgio Barro, Angelo Morsanuto e Gastone Mascarin, avevano ormai deciso che la rotatoria s’aveva da fare cambiando la destinazione dei fondi regionali che la passata amministrazione voleva impegnare per abbellire l’ultimo tratto di Corso Martiri. Originariamente erano previsti plateatici, fioriere e l’eliminazione dei parcheggi che assieme avrebbero permesso ai passanti di gustarsi a piedi la via principale del centro storico senza dover ritrarsi al passaggio delle auto. Questo progetto, però, è stato cassato dalla sindaco, Maria Teresa Senatore, secondo la quale quelle fioriere avrebbero costretto le auto a fare delle gimcane. E’ un mistero come possano essere d’intralcio delle fioriere procedendo a soli 20 km/h. Caso mai servono prudenzialmente a rallentare il traffico tutelando gli utenti deboli della strada. Ma a monte c’è una visione diversa della città. Per la giunta Senatore la rivitalizzazione del centro commerciale naturale è legata indissolubilmente al mantenimento dei parcheggi di fronte ai portici per agevolare i clienti dei negozi. A tutti questi aspetti, si è aggiunto un inatteso e sconcertante elemento che mai mi sarei aspettato di udire pubblicamente. Durante l’adunanza del consiglio comunale dello scorso 29 aprile, l’assessore ai lavori pubblici, Angelo Morsanuto, ha detto che la rotatoria di S. Giovanni è propedeutica anche alla riqualificazione di strutture private. E qui il pensiero non può che correre al fatiscente edificio ex Scardellato, prospiciente la nuova rotatoria, il cui proprietario non è mai riuscito, sino ad oggi, a trovare un’intesa con le amministrazioni comunali per rimetterlo a nuovo. Chi mai avrebbe pensato che la riqualificazione di questo vetusto edificio doveva per forza di cose passare attraverso una costosissima opera viaria del valore di circa 430 mila euro? Ad avvalorare le dichiarazioni di Morsanuto sembra essere anche la modalità con cui sono stati posati i sanpietrini in via Fondaco. Essi occupano unicamente la corsia adiacente all’ex Scardellato mentre in quella opposta, vicina all’edicola, è rimasto l’asfalto. Tutto ciò, però, crea un pessimo contrasto che danneggia l’aspetto estetico della rotatoria, ovvero il principale ingresso al centro storico.

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