La minoranza non si arrende e richiede la convocazione del consiglio comunale
consiglieri di minoranza
Nella foto i consiglieri di minoranza da sinistra a destra: Cristian Camillo, Irina Drigo, Silvia Arreghini, Sara Moretto e Luigi Geronazzo.
Portogruaro, 01.03.2025. Stamani i capigruppo di minoranza (Luigi Geronazzo, Sara Moretto, e Silvia Arreghini) hanno annunciato di aver protocollato nella giornata di ieri la richiesta di convocazione del consiglio comunale che dovrà avvenire, per regolamento, entro il 19 marzo. Saranno inseriti tutti i punti dell’ordine del giorno non esaminati nella seduta del parlamentino portogruarese di mercoledì scorso a causa dell’ormai nota uscita della minoranza dall’aula consiliare in segno di protesta contro l’arroganza palesata dalla maggioranza. Con questa richiesta – ha detto Sara Moretto – non potranno accusarci di esserci ritirati sull’Aventino. Vogliamo lavorare in consiglio comunale con serietà e rispetto, cosa che non è accaduto mercoledì scorso. La nostra uscita dall’aula consiliare è stata una decisione pesante e forte affinché la maggioranza torni sui suoi passi e si apra al confronto democratico. La Moretto ha ribadito che i gruppi di minoranza chiedono alla maggioranza rispetto anche per conto dei propri elettori (circa 7000 ndr.) alle ultime elezioni amministrative. (Gli elettori del centrodestra sono stati invece circa 5000 ndr). Ha biasimato il fatto che la maggioranza, per ben tre volte, ha negato la convocazione della commissione lavori pubblici per analizzare il progetto della bretella (da 80 mila euro ndr.) e le ipotesi progettuali della rotonda su viale Isonzo. La maggioranza si era opposta sostenendo che si trattava di una mera variazione di bilancio riguardante un’opera pubblica, quindi di una questione prettamente finanziaria. La Moretto ha poi definito gravi alcune affermazioni del sindaco Toffolo rilasciate ad un notiziario locale quando ha dichiarato che la minoranza deve recarsi presso l’ufficio tecnico per chiedere i dettagli delle opere pubbliche perché lui e i suoi consiglieri non li conoscono. “Noi, a differenza della maggioranza, – ha detto la Moretto – non siamo disposti a votare al buio variazioni di bilancio che riguardano i soldi dei cittadini.” Sulla stessa lunghezza d’onda anche la capogruppo dem, Silvia Arreghini, la quale si è soffermata sul presidente del consiglio comunale, Pietro Rambuschi, definendolo debole perché a differenza del suo predecessore, Gastone Mascarin, non è riuscito sino ad oggi ad estraniarsi dal ruolo politico per assumere il ruolo istituzionale.

Poi ha citato i presidenti della terza e della quarta commissione, i leghisti Guido Giuseppin e Florio Favero, per aver difeso la scelta di non convocare la commissione lavori pubblici sulla variazione di bilancio. Visto che, secondo la minoranza, il comportamento dei succitati presidenti di commissione non sarebbe stato democratico, ho chiesto ai capigruppo Moretto, Arreghini e Geronazzo se avessero intenzione di scrivere alla Prefettura qualora si verificasse un caso analogo, ossia qualora venisse nuovamente negata alla minoranza la richiesta di convocazione di una commissione. La Arreghini ha risposto dicendo che la reiterazione di simili atteggiamenti di chiusura potrebbe spingere la minoranza a chiedere dei pareri alla Prefettura. La Moretto ha sottolineato che il Prefetto, oltre a guardare al rispetto dei regolamenti e della legge nazionale, tiene conto anche del rispetto degli aspetti democratici. Questi ultimi sarebbero venuti meno in più occasioni. L’ultima volta, ad esempio, quando è stato convocato il consiglio comunale di mercoledì scorso senza l’accordo dei capigruppo. Un fatto mai accaduto a Portogruaro. La minoranza sta raccogliendo una serie di fatti simili che potrebbero essere rilevanti per la Prefettura. Secondo Luigi Geronazzo il vero problema è il sindaco Luigi Toffolo che è in balia dei partiti, in particolare della Lega e di Fratelli d’Italia. Non è concepibile che il sindaco sostenga la riduzione dei tempi di discussione in consiglio comunale, ma allo stesso tempo affermi che il parlamentino è il luogo dove approfondire le questioni. I capigruppo di minoranza si attendono per i prossimi giorni un cambio di passo da parte della maggioranza affinché si possa tornare al confronto democratico. Diversamente preannunciano che si attiveranno con una serie di richieste di convocazione di Consiglio e di commissioni per esercitare il loro ruolo di rappresentanza dei cittadini.

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