La chiesetta di Sant’Ignazio ospiterà i patrioti portogruaresi caduti per difendere Venezia?

Da alcuni anni il tempietto di Sant’Ignazio è stato dedicato alla memoria dei caduti per la Patria.

Al suo interno si trovano gli elenchi dei combattenti e dei civili che persero la vita nelle due guerre mondiali. Le Amministrazioni Comunali, che si sono succedute sino ad oggi, non hanno però avuto la sensibilità di inserire anche i nomi dei portogruaresi caduti durante l’assedio di Venezia nel 1848/49. Il blogger chiede al Comune di Portogruaro, ed in particolare all’ attuale assessore alla cultura, Maria Teresa Ret, che a costoro sia data ugual dignità con un apposita targa da inserire all’interno del tempietto.

Portogruaro, 05/05/2014. Sono ormai quasi completati i lavori di restauro dell’Oratorio di Sant’Ignazio, annesso alla Villa Comunale, per il quale è stato previsto il rifacimento della copertura, la pavimentazione e il ripristino dei fregi e dei decori della chiesetta. L’intervento è stato reso possibile grazie ad un progetto presentato nell’ambito del Programma di Sviluppo Locale per il Veneto Orientale coordinato dal VeGAL. L’importo complessivo dei lavori si aggira attorno agli 80 mila euro. A tal proposito sarà il caso di fornire, brevemente, alcuni cenni storici su questo edificio. L’Oratorio venne eretto verso la metà del seicento dal nobile Annibale Tasca, appartenente ad una famiglia di origine bergamasca che si era arricchita nel settore dei tessuti a Venezia. Grazie alle ingenti fortune accumulate, i Tasca erano diventati nobili “a pagamento” quando, nel 1646, la Serenissima Repubblica aveva iniziato a mettere in vendita i propri titoli nobiliari per far fronte alle ingenti spese di guerra contro i Turchi. Fino poco tempo fa si riteneva erroneamente che l’oratorio fosse stato edificato dal figlio di Annibale Tasca, Giulio, il cui volto da fanciullo compare nella pala di Sant’Ignazio posta sull’altare dell’oratorio omonimo. Col passare dei secoli la Villa Comunale, con annessa chiesetta, ha visto il susseguirsi di una lunga serie di proprietari fino al 1973 quando il conte Umberto Marzotto cedette l’edificio alla Città di Portogruaro che lo trasformò, ahimè, in sede dei propri uffici comunali, del museo archeologico e della biblioteca.

Dal 1980 al 1984 l’oratorio ospitò una benemerita associazione culturale, la Società di Storia di Portogruaro (oggi scomparsa), che aveva creato un’importante biblioteca ed avviato una serie di iniziative di notevole spessore.

Poi l’Amministrazione Comunale preferì dedicare la chiesetta di Sant’Ignazio al ricordo dei caduti portogruaresi per la patria come è indicato da una lapida infissa nella facciata. All’interno dell’edificio è infatti possibile leggere l’elenco dei nostri concittadini morti nella prima e nella seconda guerra mondiale, comprese le vittime civili.

Le associazioni d’Arma e Combattentistiche di Portogruaro, durante le cerimonie che ricordano le ricorrenze salienti della storia del nostro Paese, sono solite deporre una corona d’alloro sulla facciata di questo tempietto in onore dei morti per causa di guerra. Stranamente tra questi caduti non sono stati inseriti i cinque portogruaresi che persero la vita per la patria durante l’assedio di Venezia del 1848/49. In loro memoria il Comune di Portogruaro fece realizzare nel 1911 una lapide che venne poi inserita sulla facciata del Palazzo Municipale. Successivamente fu spostata sul fianco sud dell’edificio dove si trova tutt’ora. Nel 2011 l’Amministrazione Comunale, nell’ambito delle celebrazioni per il 150^ dell’Unità d’Italia, provvide a restaurare la lapide sulla quale i nomi dei cinque patrioti erano diventati ormai illeggibili. Per festeggiare la fine dei lavori di restauro venne organizzata una modesta e fin troppo sobria cerimonia di scoprimento della lapide. Scoprimento che avvenne nel tardo pomeriggio di un venerdì di settembre: orario e giorno della settimana che non aiutarono certamente ad invogliare i portogruaresi a partecipare. Ben più grave fù il fatto che alla cerimonia non parteciparono le autorità militari e religiose. Qualcuno disse che non erano state invitate. Per altri,invece, non avevano voluto aderire all’invito. Un mistero che non verrà mai risolto. Ma vieniamo ai giorni nostri. Ho suggerito di aggiungere alle attuali 3 cornici, che riportano l’elenco dei caduti nelle due guerre mondiali, anche quella dei patrioti caduti nel 1848/49 all’interno della chiesetta di Sant’Ignazio. Mi auguro che l’Amministrazione Comunale, ed in particolare faccio affidamento alla sensibilità e all’intelligenza dell’assessore alla cultura Maria Teresa Ret, possa soddisfare questa mia richiesta non tanto per me, ma per onorare la memoria di questi cinque patrioti portogruaresi. Se poi vogliamo trasformare il tempietto di Sant’Ignazio nel luogo della memoria e della riconciliazione tra tutti i caduti in guerra, potrebbero venir esposti anche i nomi dei circa cinquecento soldati austro-ungarici che trovarono la morte a Portogruaro durante la 1^ guerra mondiale. Le loro spoglie riposano nell’ossario custodito all’interno del cimitero cittadino, come indicato da alcuni cartelli stradali posizionati recentemente dal Lions Club presso i principali incroci di Portogruaro.

 

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