Il sindaco Favero vuole trasformare un’area verde in parcheggio. Il Pd pronto a dar battaglia
Via Valle
Nella foto copertina via Valle divisa, a sinistra, da un’area verde e, a destra, dai capannoni-laboratorio dell’IPSIA.
Portogruaro, 01.04.2021. Torna a galla la volontà di realizzare un parcheggio nell’area verde accanto alle scuole Pascoli. E il Centrosinistra si prepara a fare le barricate. Rispondendo ad un’interrogazione sul futuro dell’ex Perfosfati, il sindaco Florio Favero ha espresso l’intenzione di trasformare l’area verde di via Valle in una grande area da 105 parcheggi a servizio del centro storico. Questo progetto era stato “partorito” dall’amministrazione Senatore a pochi mesi dal suo insediamento allo scopo di non far perdere alla città di Portogruaro un finanziamento da 1 milione di euro che la Regione aveva assegnato per la realizzazione del park interrato al Pio X. Una scelta in netta discontinuità con la precedente amministrazione. Ma il tentativo della Senatore andò a vuoto dal momento che la Regione ritirò il finanziamento. Quella sonora bocciatura deve essere “rimasta sul gozzo” all’amministrazione Senatore perché molto caparbiamente continuò a reiterare il progetto nel piano triennale delle opere pubbliche prevedendo una spesa di 300 mila euro. Con l’avvento del sindaco leghista Florio Favero sembrava che il parcheggio di via Valle fosse stato abbandonato vuoi per le proteste di un comitato di cittadini sorto per contrastare tale progetto, vuoi perché la nuova amministrazione si è professata particolarmente attenta alla tutela ambientale, ma soprattutto perché il parcheggio di via Valle non compare più nel piano delle opere pubbliche triennali. Invece con un clamoroso colpo di teatro, Favero lo ha estratto dal proprio cilindro. Ben sapendo che sarebbe stato bersagliato dall’opposizione, ha difeso la sua scelta ricordando che il piano regolatore, approvato e riapprovato durante le amministrazioni di Centrosinistra, destinava urbanisticamente quell’area verde a parcheggio. Secondo il Circolo del Partito Democratico il sindaco Favero sta scaricando la responsabilità su un piano regolatore concepito più di vent’anni fa, in un’epoca storica ed in un contesto completamente diversi da oggi, perché la sensibilità ambientale nel frattempo è fortemente accresciuta nella società. Inoltre – aggiungo io – pare che il sindaco Favero ricordi solo una parte delle scelte amministrative del passato. Forse si è dimenticato che è ancora in vigore un accordo siglato tra l’amministrazione comunale e la città metropolitana di Venezia che prevede il trasferimento dell’Istituto D’Alessi in un’area ricompresa tra l’ITIS e il Luzzatto dove dar vita al polo tecnico-tecnologico. Gli attuali laboratori dell’IPSIA, ospitati in capannoni antiquati, potrebbero così venir abbattuti per dar spazio ad un parcheggio a servizio anche della vicina casa di riposo Francescon.

Con questo intervento si otterrebbero due importanti risultati: si renderebbe inutile la realizzazione del parcheggio nell’area verde di via Valle e si permetterebbe alle classi del liceo statale XXV Aprile di liberare palazzo Fasolo andando ad occupare il civico 25 di via Marco Belli. “In questo momento – sottolinea il Circolo PD – bisogna pensare alla ricostruzione post pandemia che impone scelte green anche per Portogruaro. Chiediamo che la nuova giunta si impegni a mantenere le aree verdi esistenti e a crearne di nuove, avvii progetti per la rialberatura dell’intera città, si preoccupi di ridefinire il piano urbanistico e quello del traffico. Le scelte che vanno fatte devono dare sfogo alle persone chiuse in casa da oltre un anno. Basta monetizzazione dei parcheggi, come per quello dell’ospedale vecchio.” Il consigliere Andrea Vindigni (Civici e Democratici) ritiene che sia assolutamente strumentale tirare in ballo scelte del passato su un’area pubblica in piena disponibilità del comune, considerato anche che tutto il centrodestra dell’epoca era fortemente contrario. “Non si può essere il sindaco del raggio verde e nel frattempo cementificare un’area verde importante adiacente al centro storico, diversamente dalle indicazione del Paesc appena approvato e senza che – conclude Vindigni – l’opera compaia nell’ultimo piano triennale delle opere pubbliche.”

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