Il sindaco Favero prima ti sfratta e poi ti ascolta
F. Favero
Portogruaro, 14.11.2020. Il motto “Prima ti sfratto e poi ti ascolto” lo possiamo definire come la versione aggiornata, ai giorni nostri, dello slogan che ha caratterizzato la trionfale campagna elettorale dell’attuale sindaco, Florio Favero. Il 55% degli elettori portogruaresi (che al ballottaggio lo ha preferito al candidato del centrosinistra, Stefano Santadrea) sono stati ammaliati dai suoi slogan (tra questi “prima l’ascolto”), dalle sue promesse (per esempio “Portogruaro diventerà la capitale del Veneto orientale”), da quel volto rassicurante e sorridente che ha saputo ben celare i tratti distintivi della Lega (il suo partito) e della Destra: intransigenza e decisionismo. Già perché è notizia ormai di pubblico dominio che il Comune di Portogruaro, attraverso il proprio segretario generale, ha inviato una lettera di sfratto a cinque associazioni culturali che attualmente occupano gli spazi dell’ex biblioteca civica al piano terra di Villa Marzotto. Una procedura che è stata avviata senza prima averne parlato con i diretti interessati: Anna Maria Scrosoppi, Presidente dell’Associazione “Giovanni Lorenzin” Onlus, Amalia Ruzzene, Presidente del GR.A.VO Gruppo Archeologico del Veneto Orientale, Lorenza Moro, Presidente della Fondazione”Antonio Colluto”, Sergio Montico, Presidente dell’Associazione PRO LOCO ed ultimo, ma non per importanza, Alessio Alessandrini, Presidente dell’U.T.E. Università della Terza Età del Portogruarese. Quest’ultimo, a nome degli altri suoi colleghi, ha scritto una lettera al sindaco Favero per esprimergli tutta la loro sorpresa e rammarico nell’aver ricevuto la lettera di sfratto. “Sono circa trent’anni – scrive Alessandrini – che utilizziamo locali pubblici per le nostre attività. E le nostre sono attività di volontariato che andiamo svolgendo a favore della comunità portogruarese. Il rammarico e la sorpresa derivano anche dalla mancata consultazione, dalla perentorietà dell’intimazione stessa, dalla mancata indicazione di sedi alternative, dalla sottovalutazione infine dei tempi difficili che stiamo tutti vivendo a causa della pandemia, e che non agevolano certo operazioni di trasloco.” Il presidente dell’UTE termina la sua missiva chiedendo un incontro ufficiale ed urgente con il sindaco per chiarire la situazione. La replica del diretto interessato la abbiamo appresa nè dal sito del Comune nè dal suo profilo facebook, bensì dalla giornalista del Gazzettino, Teresa Infanti, sempre attenta e corretta nel riportare “tutte le campane”. In estrema sintesi il primo cittadino ha spiegato che “l’azione di sfratto” è legata a due fattori: da un lato i locali dati in affitto alle cinque associazioni sarebbero poco sfruttati dagli stessi locatari. Il sindaco parla di sole due ore alla settimana. Dall’altro ci sarebbe la necessità di assegnare spazi più appropriati ai dipendenti comunali che, invece, lavorano 8 ore al giorno. Poi ha promesso, bontà sua, che incontrerà i presidenti delle associazioni per spiegare loro le intenzioni dell’amministrazione comunale. Ma ormai è chiaro a tutti che i giochi sono fatti. Si tratta di un modus operandi che è stato stigmatizzato dall’ex consigliera comunale del Centrosinistra, Vittoria Pizzolitto, secondo la quale il sindaco Favero, con delega alla cultura, è venuto meno alla sua promessa elettorale: “prima l’ascolto!”. Ed ha poi aggiunto: “Ha dato lo sfratto alle associazioni culturali storiche della sua città. La convenzione sta per scadere e il sindaco invita perentoriamente a lasciare “sgombri” e “puliti” i locali. Nessuna motivazione! Nessun preavviso! Nessuna informazione!”. Intanto il gruppo consiliare di minoranza “Civici e Democratici” ha presentato un’interrogazione su tale questione. Solamente un mese fa Alessio Alessandrini, dalla sua pagina facebook, auspicava che il neo sindaco, definito tra l’altro suo amico, avrebbe saputo mettere in pratica il suo slogan, ovvero sarebbe stato disponibile ad ascoltare chi aveva idee buone senza badare al colore politico. Inoltre confidava che Favero, a suo dire leghista atipico, non avrebbe fatto calare su Portogruaro un clima di chiusura e protervia che Salvini e compagnia avevano diffuso nel nostro Paese. Dopo lo sfratto alle associazioni culturali, possiamo dire che Favero ha superato il suo maestro, ovvero il leader del Carroccio. Altroché leghista atipico. E’ un salviniano doc.

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