IL CONSIGLIO COMUNALE FA TORNARE LA LUCE IN VIA PUCCINI
municipio
Portogruaro, 05.11.2025. Ha avuto un lieto fine la situazione kafkiana nella quale da più di un anno sono costretti a convivere i residenti di via Puccini. Come ampiamente avevo spiegato in un mio precedente articolo, da dicembre 2024 in questa laterale di viale Trieste non funziona più l’illuminazione pubblica. Esasperati i residenti hanno dato vita ad un comitato chiamato “Illuminiamo via Puccini” ed hanno compiuto alcune azioni tra le quali, ultima in ordine di tempo, un esposto alla Prefettura di Venezia. Per tentare di sbloccare la situazione, il gruppo consiliare “Per un’Altra Portogruaro” ha presentato una mozione che è stata ampiamente dibattuta nel consiglio comunale dell’altro ieri.

Il primo ad intervenire è stato il leghista Loris Vit secondo il quale la mozione in esame è un tentativo dell’opposizione di guadagnare consensi nella campagna elettorale per le Regionali. Un tentativo di mettere in cattiva luce l’amministrazione e gli uffici comunali competenti come se non fossero attenti e sensibili nel cercare di risolvere i problemi della città. Questo tentativo di strumentalizzare una legittima richiesta civica di sicurezza e trasparenza è stato biasimato dal Comitato il quale, in un comunicato stampa diffuso ieri, ha ribadito che “la propria azione non ha alcuna finalità politica e trova vergognoso che in consiglio sia uscito un tal pensiero; noi siamo nati esclusivamente dal dovere civico di tutelare la sicurezza e la dignità dei residenti e questo è scritto nel nostro atto costitutivo.” Il consigliere Vit è poi entrato finalmente nel merito della questione dicendo che in un primo momento si pensava che il guasto fosse da imputare ad una cabina elettrica che rientrava nel cantiere lavori di viale Trieste e che per tale motivo il Comune non poteva intervenire. Quando poi, a settembre, la ditta aveva chiuso il cantiere consegnando i lavori, ci si è accorti che il problema era invece da imputare alle tubazioni intasate e schiacciate di via Puccini che facevano andare in corto la cabina. Si rendeva perciò necessario rifare completamente la linea con scavi e, molto probabilmente, sostituire i lampioni. Ciò avrebbe richiesto un’ingente spesa (oltre 100 mila euro ndr.) che l’amministrazione non si è sentita di investire perché – come dirà poi l’assessore ai lavori pubblici, Ketty Fogliani – chi dovrà occuparsene sarà un’azienda che ha proposto un project financing per l’efficientamento energetico degli impianti d’illuminazione pubblica più obsoleti nell’intero territorio comunale. Purtroppo ad oggi non è stato possibile avviare questo progetto perché manca il parere vincolante, atteso da mesi, di Anac. Nel frattempo come soluzione provvisoria si è pensato di mettere un cavo aereo tra un palo della luce e l’altro in via Puccini, intervento che costerebbe solo 5 mila euro. Il consigliere Antonio Bertoncello ha proposto di coprire questa spesa con una variazione di bilancio visto che l’amministrazione ha ancora a disposizione 105 mila euro di avanzo di amministrazione dopo che ne aveva già spesi quasi un milione. Grazie alla pressione esercitata dai cittadini e dall’opposizione e al fine di trovare una convergenza, la mozione è stata modificata e approvata all’unanimità. Il testo modificato impegna il Sindaco e la Giunta a fare quanto suggerito da Bertoncello, ovvero a “deliberare nella prima giunta utile lo stanziamento necessario per la risoluzione in via provvisoria dell’illuminazione in via Puccini”.

Da sottolineare la dichiarazione di voto favorevole del capogruppo meloniano, Gabriele Verri, con la quale ha messo in guardia tutti che c’è il pericolo di creare un precedente con questo stanziamento straordinario perché altri cittadini, residenti in vie in cui c’è un problema di pubblica illuminazione, potrebbero richiedere un analogo trattamento. Potrebbero farlo seguendo il percorso forte del comitato di via Puccini che ha scritto alla Prefettura. Un pericolo che si può scongiurare, caro Verri, se l’amministrazione si attivasse per tempo (senza far attendere mesi e mesi i cittadini) e mettesse come priorità di spesa non cose superflue come le costosissime luminarie per il centro storico e le frazioni, bensì cose più urgenti e importanti come, ad esempio, l’illuminazione pubblica deficitaria in molte strade.

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