I sindaci del Veneto orientale chiedono il mantenimento dei due Hospice
Portogruaro, 31.03.2021. Tutti i sindaci del Portogruarese, e una buona parte di quelli del sandonatese, sono concordi nel mantenere gli attuali Hospice a Portogruaro e a San Donà di Piave. Ne ha dato notizia ieri sera il sindaco Florio Favero durante i lavori della 5^ commissione consiliare. A differenza di San Donà di Piave dove l’Hospice non ha mai messo di funzionare anche durante la pandemia, quello di Portogruaro è stato chiuso perché non esiste un accesso indipendente rispetto al resto della struttura. La mancanza di questi accessi autonomi non garantisce la sicurezza dal Covid-19 né ai pazienti terminali né agli ospiti della casa di riposo. I sindaci hanno perciò chiesto che in prima battuta si provveda a rendere l’Hospice di Portogruaro simile a quello di San Donà in modo da garantirne la sua riapertura. In un secondo tempo di vedere se è possibile trasferire i reparti per le cure palliative nei futuri ampliamenti degli ospedali. Quest’ultima proposta è stata bocciata dall’assessore regionale alla sanità Lanzarin. La controproposta. Nel caso in cui si dovesse realizzare l’Hospice unico nel Veneto orientale come previsto da una delibera regionale, il neo direttore dell’Ulss 4 ha suggerito di convertire in ospedale di comunità l’attuale Hospice di Portogruaro dove potrebbero essere inseriti dei posti letto (3) per le cure palliative. Quest’ultima proposta ridurrebbe, però, la prevista dotazione di posti letto per l’ospedale di comunità da 20 a 14, perché 3 stanze sarebbero destinate ad ospitare tre malati terminali non gravi. Una soluzione giudicata irricevibile sia dall’opposizione consiliare sia dal gruppo Senatore i quali, appellandosi ad un ordine del giorno votato all’unanimità dal parlamentino portogruarese, chiedono vengano mantenuti gli attuali due Hospice a Portogruaro e San Donà.

Il commissario Andrea Vindigni (Civici e Democratici) ha lamentato il fatto che, a oltre un anno dalla chiusura momentanea dell’Hospice di Portogruaro, non si è voluto intervenire in questa struttura per renderla autonoma dal resto della casa di riposo. A fronte di lavori dalla spesa contenuta ed abbordabile, la Regione preferisce, per ottimizzare i costi, unificare i due Hospice in una nuova struttura spendendo un milione e settecento mila euro. La commissaria Maria Teresa Senatore, dopo aver spronato il sindaco a ribadire che anche lui è favorevole al mantenimento degli attuali Hospice, ha invitato tutti a chiedere al presidente Zaia di modificare la succitata delibera regionale. Un documento che era stato approvato l’estate scorsa e che era piombato come una bomba a Portogruaro nel pieno della campagna elettorale. A renderlo di pubblico dominio era stato il Centrosinistra salvo poi venire accusato dalle forze di Centrodestra (Lega in primis) di creare un inutile allarmismo nella nostra comunità. Ma ieri sera i toni alle volte esacerbati di alcuni commissari, appartenenti ad entrambi gli schieramenti politici, hanno dimostrato che c’è una reale e forte preoccupazione. La commissaria Zanutto (Lega), intervenendo a sostegno del sindaco e ribadendo la necessità di mantenere questo servizio a Portogruaro, ha fatto presente che oggi ci sono questioni ben più importanti “di quattro posti” Hospice alla Francescon.

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