I leghisti Giuseppin e Barbisan ed il forzista Geronazzo infiammano il consiglio comunale
Per coerenza e trasparenza nei confronti degli elettori, gli iscritti ad un partito possono candidarsi in una lista civica assumendo così una posizione ambivalente? E’ la domanda che mi sono posto dopo aver seguito il consiglio comunale di ieri sera.
Portogruaro, 18.03.2025. Ieri sera, come era scontato, la prima parte della seduta del consiglio comunale si è incentrata sul recente ritiro delle deleghe, da parte del sindaco, all’ormai ex assessore Mattia Scavo. Non c’è stato modo di sapere cosa abbia incrinato il rapporto di fiducia tra il primo cittadino e il suo assessore più giovane. L’opposizione le ha tentate tutte affinché sulla vicenda si facesse chiarezza soprattutto per rispetto dei cittadini, molti dei quali hanno assiepato ieri sera la sala consiliare. E’ stata bocciata dalla maggioranza la richiesta, presentata dalla capigruppo Sara Moretto e sottoscritta dall’intera minoranza, di aprire un dibattito seduta stante su una questione che presenta molti lati oscuri. Per protestare contro tale bocciatura, i consiglieri d’opposizione hanno sventolato in aula un cartello recante la scritta “vergogna”. La proposta di mozione, la cui discussione è stata impedita dalla maggioranza, sarà inserita fra una ventina di giorni tra i punti all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale che affronterà anche una serie di variazioni di bilancio.

Il capogruppo della Lega, Guido Giuseppin, ha invitato la minoranza a smetterla con le scenette e con i cartelli rivolti alla maggioranza, perché sono un modo di agire irriverente verso le istituzioni. Quasi certamente Giuseppin ignora che un suo collega di partito, il sandonatese Giuliano Fogliani, fratello dell’attuale assessore portogruarese Ketty Fogliani, sventolò assieme ad altri suoi concittadini un cartello di protesta contro l’allora sindaco Andrea Cereser nel parlamentino sandonatese. Era l’estate del 2014 e la giunta Cereser si accingeva a chiudere al traffico veicolare una parte del centro dove si affacciavano numerose attività commerciali. In una intervista rilasciata al blogger Gianfranco Battiston, Giuliano Fogliani disse, al termine della serata, che lui aveva tutto il diritto di sventolare quel cartello ed eventualmente lo avrebbe rifatto anche la volta successiva. Se ciò gli fosse stato impedito, avrebbe indossato una maglietta con le stesse scritte riportate sul cartello.
Credo perciò che i consiglieri portogruaresi della Lega dovrebbero andarci più cauti nelle loro reprimende contro le democratiche manifestazioni di protesta. Non si possono usare due pesi e due misure a seconda se si è all’opposizione o in maggioranza. Sempre ieri sera Giuseppin aveva innescato un’altra polemica quando, a suo modo di vedere, aveva criticato la consigliera Sara Moretto per essersi presentata in campagna elettorale come una candidata sindaca di una coalizione apartitica, formata da sole liste civiche, mentre lei risulta tuttora una componente della cabina di regia nazionale di Italia Viva.
Luigi Geronazzo ha difeso strenuamente la sua collega di banco dicendo che la Moretto non ha mai sbandierato la sua appartenenza ad Italia Viva. A differenza del consigliere Leonardo Barbisan che proprio ieri sera aveva dichiarato con orgoglio di essere dal 2015 un leghista nonostante in questa tornata elettorale sia stato eletto nella civica Impegno e Serietà. Geronazzo, senza fare nomi, ha detto che c’è qualcuno che, per “imbrogliare” qualche elettore, si è candidato nella civica Impegno e Serietà nonostante appartenga alla Lega. Un’affermazione che ha scatenato l’ira di Barbisan il quale, dopo essersi alzato dal suo posto, ha redarguito severamente Geronazzo. Quest’ultimo, dal canto suo, ha negato di aver fatto nomi e di aver offeso alcuno. E di chi stava parlando allora?! Geronazzo ha chiesto a Giuseppin se a farsi campagna elettorale per le prossime regionali fosse Sara Moretto oppure qualche leghista appartenente ad una lista civetta. Infine ha concluso dicendo che lui è sempre stato un iscritto a Forza Italia, ma che dal 2015, ovvero da quando siede in consiglio comunale, fa parte di una lista civica perché vuole “essere libero da qualsiasi dittatura di partito”. E’ interessante osservare come Geronazzo, iscritto a FI, siede attualmente tra i banchi dell’opposizione, mentre l’unico esponente eletto tra le fila di Forza Italia, Pietro Rambuschi, fa parte della maggioranza di centrodestra. La domanda sorge spontanea: non è una contraddizione che due esponenti forzisti siedano su “fronti opposti”? I dirigenti locali e provinciali di Forza Italia come giustificano tale dicotomia in vista del congresso comunale che si terrà a metà aprile?

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