Geronazzo replica a Rambuschi: Il mio tono di voce è alto da quando avevo cinque anni
In copertina una rara foto di Rambuschi (a destra) e Geronazzo mentre non stanno litigando
Portogruaro, 26.12.2024. Nell’ultima seduta del consiglio comunale del 2024 abbiamo assistito all’ennesimo scontro tra il presidente Pietro Rambuschi (Forza Italia) e il capogruppo di minoranza ed ex assessore forzista, Luigi Geronazzo. Prima di raccontare cosa è avvenuto l’altra sera permettetemi di spiegare brevemente come mai siano piuttosto tesi i rapporti tra i due. Entrambi hanno sempre avuto il desiderio di guidare il partito di Berlusconi a Portogruaro. Fino al 2015 c’è riuscito Rambuschi, ma poi “lo scettro del potere” è passato nelle mani di Geronazzo con il consenso dei vertici regionali del partito. In netto contrasto con tale scelta, Rambuschi esce da Forza Italia e fonda una lista civica “Gruppo per il Cambiamento”. Nel 2024 avviene la rivincita di Rambuschi quando a contendersi la presidenza della sezione provinciale di Forza Italia ci sono Michele Celeghin, sostenuto da Geronazzo, e Gianluca Forcolin, appoggiato da Rambuschi. La vittoria di quest’ultimo non è digerita da Geronazzo (non dovrebbe aver rinnovato neppure la tessera di partito) che si ripresenta alle elezioni comunali nella lista civica “Uniamo Portogruaro”. Rambuschi viene, invece, confermato commissario di Forza Italia del quale diventa capolista ottenendo un centinaio di preferenze. E veniamo, ora, a quanto è successo nell’ultimo consiglio comunale. Il battibecco tra i due è iniziato quando il Geronazzo ha voluto replicare al dirigente dell’area economica del Comune senza, però, aver chiesto prima la parola al presidente. A quel punto Rambuschi ha detto: “Basta! Io le spengo il microfono come l’altra volta.” Secca la replica espressa con tono vibrante: “Spegnere il microfono è segno di maleducazione!”. Controreplica: “Io sono maleducato e le spengo il microfono”. A questo punto Geronazzo ha chiesto di fare un intervento per dichiarazione di voto come è previsto dal regolamento. Così facendo il presidente non ha potuto più opporsi, ma ha chiesto che l’intervento avvenisse “a tonalità bassa”. Apriti cielo. Geronazzo ha interpretato questo richiamo come un’offesa personale specificando che il suo tono di voce alto è così da quando aveva cinque anni (!). Ha poi concluso con la seguente frase enigmatica: “se vogliamo mettere i punti sulle i, lei, presidente, rimanga al suo posto che ne ha già per molto”.

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