Elezioni 2020: Giorgio Barro non si ricandida perché…..ci sono i partiti
Giorgio Barro
Portogruaro, 28.08.2020. Con Giorgio Barro si conclude la panoramica dei consiglieri comunali uscenti che hanno deciso di non ricandidarsi. Lui ha rappresentato per me una cocente delusione, perché ha disatteso tutti i suoi propositi. Dopo aver maturato esperienza amministrativa come assessore e consigliere durante le giunte bertoncelliane, nel 2015 si presenta come candidato sindaco di una coalizione di liste civiche che non vuole più sottostare né ai diktat dei partiti né all’autoritarismo del primo cittadino. In molti credono al suo progetto “utopistico” soprattutto quelli che, per un motivo o per l’altro, avevano un “conto” aperto con il sindaco uscente di centrosinistra. Tra questi alcuni esponenti renziani che, in aperto disaccordo con l’orientamento bersaniano del Circolo del Pd di Portogruaro, decidono di candidarsi nella lista “Portogruaro Adesso!” capitanata dallo scaltro Angelo Morsanuto.

Una buona parte di costoro, però, non accetta la decisione di Barro di apparentarsi al ballottaggio con la Senatore in quanto in caso di vittoria avrebbero dovuto governare assieme alla Lega (tenete a mente questo fatto nel proseguo di questo articolo). Rinunciano ad entrare nella maggioranza di centrodestra consentendo a Cristian Moro, che non disdegna i leghisti, di diventare consigliere comunale. Pochi mesi dopo le elezioni della Senatore ci si rende conto che uno dei capisaldi di Barro è venuto meno: la sindaca governa il Comune in maniera autoritaria facendo persino rimpiangere il suo predecessore: Antonio Bertoncello. Intransigenza, fermezza e mancanza di confronto, prima con l’opposizione e poi con i comitati di cittadini, saranno i tratti distintivi del mandato della Senatore. Ma Barro non ci fa caso. A lui interessa impedire che il centrosinistra torni a mettere le mani sulla città prima del termine naturale della consiliatura. Per raggiungere questo obiettivo approva ogni provvedimento della giunta assieme al resto della maggioranza. Anche le delibere più contestate. Dalla riapertura al traffico di borgo San Giovanni alla rotatoria dell’omonimo borgo (costata oltre 500 mila euro). Dal faraonico palazzetto dello sport, che sorgerà in mezzo alla campagna di Pradipozzo, all’acquisto da parte del Comune di un quadro del Russolo “senza le pezze giustificative”. Barro, pur di mantenere in piedi la maggioranza, è tra quelli che “salva” il presidente Gastone Mascarin dalla mozione di sfiducia, presentata dall’opposizione28, in merito ad una nota vicenda giudiziaria che lo aveva visto coinvolto. Se in aula Barro indossa i panni del saggio dispensando, con tono solenne e perentorio, consigli e critiche ai suoi avversari, sui social si trasforma completamente andando a “canzonare” gli esponenti del centrosinistra e, in generale, tutti coloro che non condividono l’operato della giunta Senatore. Gli sberleffi, fatti a colpi di emotions, non compaiono sul proprio profilo facebook, ma su quello degli avversari. Recentemente ha dichiarato al Gazzettino che lui non si è ricandidato come consigliere comunale, perché i tre candidati sindaco, che hanno buone probabilità di essere eletti (Santandrea, Favero e Senatore ndr), sono troppo legati ai partiti. Una motivazione che a mio avviso non sta in piedi perché quando decise di apparentarsi con la Senatore sapeva benissimo che avrebbe governato con Lega e Forza Italia. Ed i risultati si sono visti. Spiace che non si sia più ricandidato perché sarei stato curioso di vedere quante preferenze sarebbe stato in grado di raccogliere dopo essere stato cinque anni al fianco della Senatore.

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