PORTOGRUARO.VENETO.IT

Blog di politica e attualità portogruaresi

Bertoncello chiede il ripristino dei contributi ai gruppi consiliari

antonio bertoncello

antonio bertoncello

Durante il suo mandato da sindaco, Bertoncello aveva tolto i contributi ai gruppi consiliari. Oggi, da consigliere d’opposizione, chiede la loro reintroduzione: vediamo il perché.

Il consigliere di minoranza Antonio Bertoncello ha proposto al presidente del consiglio, Gastone Mascarin (Fratelli d’Italia), di prevedere a bilancio delle risorse da mettere a disposizione dei gruppi consiliari. Con tali somme, proporzionate al numero dei componenti del gruppo, si consentirebbe agli organi del consiglio comunale di poter svolgere l’attività di comunicazione con i cittadini. Prima di entrare nel merito della questione sottolineo come tale richiesta, a differenza di molte altre presentate dall’opposizione, ha incontrato il parere favorevole non solo del presidente Mascarin, che ha promesso di ragionarci sopra, ma pure del consigliere Riccardo Rodriquez la cui “allergia “ alle proposte del Pd è ben nota. Il motivo è molto semplice: ai gruppi consiliari (soprattutto quelli che alle spalle non hanno un partito, vedi ad esempio “Forza Portogruaro” di Rodriquez) farebbe comodo avere a disposizione delle risorse pubbliche per la propria promozione istituzionale. E in che modo si espliciterebbe questa promozione? Secondo il consigliere forzista i soldi sarebbero buttati via se fossero destinati all’affissione di manifesti come quelli preparati recentemente dal Partito Democratico per criticare la giunta Favero. Rodriquez, però, dimentica che anche lui e il resto del centrodestra, quando erano all’opposizione, avevano fatto uso di manifesti (vedi foto) per accusare l’allora giunta Bertoncello di scaricare su altri la colpa della mancata realizzazione delle opere pubbliche promesse. Quindi i rimbrotti di Rodriquez lasciano il tempo che trovano.  Oggigiorno Bertoncello osserva che i gruppi consiliari sono più espressione di liste civiche che di partiti e di conseguenza c’è la difficoltà a reperire risorse per l’attività politica sul territorio. Inoltre fa presente che l’assenza di uno spazio pubblico messo a disposizione dal Comune (la sala del caminetto è stata trasformata dal sindaco Senatore in uffici senza venire rimpiazzata) costringe ad organizzare gli incontri con i cittadini presso la biblioteca civica dove, d’inverno, il costo di una serata supera i cento euro. In passato a Portogruaro i gruppi consiliari ricevevano un “contributo” dal Comune, ma col passare del tempo era stato da prima ridotto e poi eliminato sull’onda dell’antipolitica. I cittadini mal digerivano il finanziamento pubblico ai partiti. Figuriamoci se vedevano di buon occhio risorse del proprio Comune destinate ad attività promozionali dei gruppi consiliari. A tagliare (gli esigui) finanziamenti ai gruppi consiliari era stato l’allora sindaco Bertoncello che oggi, stando all’opposizione, ne richiede la reintroduzione. Le argomentazioni usate dal consigliere Bertoncello mi risultano in parte condivisibili, ma in parte contraddittorie. Se infatti nel consiglio comunale ci sono sempre meno partiti (allo stato attuale solo tre: Lega, Partito Democratico e Fratelli d’Italia) e anche vero che il gruppo di opposizione di cui fa parte Bertoncello, ovvero Civici e Democratici, è composto per 5/6 da esponenti del Partito Democratico. Quindi alle spalle del gruppo di opposizione ci sarebbe un partito, ma evidentemente i soldi languono soprattutto quando non si hanno rappresentanti nazionali o regionali sul territorio. Se il PD piange, la Lega non ride, perché da qualche mese ha chiuso la propria sede in centro storico nonostante le camicie verdi portogruaresi abbiano una parlamentare (Ketty Fogliani) e un consigliere regionale (Fabiano Barbisan) su cui, in teoria, contare anche economicamente. In un primo momento “radio piazza” 03aveva detto che la sede della Lega si sarebbe trasferita altrove, ma allo stato attuale non c’è stata alcuna nuova apertura. Ma d’altronde non hanno urgenza ad aprire una sede visto che non l’hanno mai usata, a differenza del PD, per organizzare incontri allargati ai cittadini. Le uniche iniziative pubbliche sono state le adunate con i big del partito durante le campagne elettorali e le raccolte firme al loro gazebo. Firme che non sono concretamente servite a nulla (stiamo ancora aspettando l’autonomia e soprattutto una minore pressione fiscale) se non ad avvicinare i propri simpatizzanti. Nonostante le mie perplessità, ritengo che la richiesta di Bertoncello abbia buone possibilità di essere accettata perché, ripeto, va a vantaggio di tutti i gruppi civici sia di maggioranza che d’opposizione. Poi essendo diventato il M5S una forza extracomunale, non ci sarà alcuno che griderà allo sperpero di denaro pubblico. Comunque per evitare che qualcuno possa soffiare sul fuoco mai estinto dell’antipolitica, l’amministrazione comunale potrebbe garantire la reale comunicazione dei gruppi consiliari ai cittadini prevedendo per loro, ad esempio, un tot di serate gratuite in biblioteca e poi a pagamento, ma a cifre irrisorie. Eviterei invece di mettere nelle mani dei capigruppo risorse che possano trasformarsi in spot o manifesti propagandistici che non giovano a nessuno.

error: Il contenuto è protetto dalla copia !!