PORTOGRUARO: IL GRUPPO MISTO E LA RIMODULAZIONE DELLA MAGGIORANZA
Portogruaro, 16.11.2022. Dove si collocherà il neo gruppo misto formato dal capogruppo Mario Pizzolitto (proveniente dalla Lega) e dai consiglieri Maria Teresa Senatore e Renato Stival (provenienti invece dal gruppo Senatore)? Rimarranno a fianco del sindaco o passeranno all’opposizione? Non volendo tenervi sulle spine vi dico subito che la risposta più aderente alla realtà è la prima, almeno sino al prossimo scossone nella maggioranza. La questione è emersa durante l’ultimo consiglio comunale quando la minoranza ha chiesto ai tre consiglieri “ribelli” qual è la loro collocazione dopo che gli stessi erano giunti ripetutamente ai ferri corti con il sindaco Florio Favero. Proprio i dissapori con il primo cittadino sono alla base della nascita di questo gruppo che inizialmente era composto solo da Mario Pizzolitto.

Quest’ultimo era stato spinto a fondare il nuovo gruppo dopo che il primo cittadino lo aveva escluso dalle riunioni di maggioranza, perchè Pizzolitto aveva manifestato più e più volte il suo dissenso verso le scelte del sindaco con voti contrari alle delibere di giunta, con interrogazioni e mozioni. Il recente rimpasto di giunta, avvenuto senza coinvolgere i consiglieri Senatore e Stival, ha indotto questi ultimi a lasciare il gruppo Senatore e ad unirsi a Pizzolitto. Tale scelta non è stata condivisa da Angelo Morsanuto che, invece, è rimasto nel gruppo Senatore assieme ad Artino Vincenzo Innaria. Paradossalmente Morsanuto e Innaria si ritrovano a far parte di un gruppo che porta il nome dell’ex sindaca, ora componente del gruppo misto. Ciò genererà, a mio avviso, molta confusione tra i non addetti ai lavori quando si andrà a raccontare chi ha votato a favore o contro i provvedimenti della giunta. La minoranza ha tentato di vederci chiaro ottenendo da un lato risposte generiche ed evasive e dall’altro il solito intervento scomposto del consigliere Riccardo Rodriquez che è stato redarguito dal presidente Gastone Mascarin.

“Per chiarezza nei confronti di chi ha eletto questo consiglio comunale – ha esordito Maria Teresa Ret (Civici e Democratici) – sarebbe necessario sapere se il nuovo gruppo misto stia in maggioranza o in opposizione. Non credo sia sufficiente sentirsi dire voteremo di volta in volta a seconda dei provvedimenti”. C’è poi una questione politica legata al capogruppo del gruppo misto che non proviene da una lista civica, bensì da un partito, Azione. Scegliendo di rimanere nei banchi della maggioranza, Pizzolitto sarebbe il primo esponente calendiano a sostenere una giunta guidata dalla Lega. Il consigliere di minoranza, Antonio Bertoncello, ha definito sgradevole la richiesta del gruppo misto (data in pasto alla stampa ndr.) di incontrare il sindaco, prima che si riunisse il consiglio, per meglio valutare i provvedimenti da votare. Tutto ciò dimostrerebbe – secondo Bertoncello – che il sindaco rimane costantemente sotto ricatto anche dopo il rimpasto di giunta e la rimodulazione della maggioranza. A tal proposito ricordo che lo scorso agosto Florio Favero aveva dato le dimissioni (poi ritirate all’ultimo minuto) perché era stanco di subire “le politiche ricattatorie del gruppo Senatore messe in atto in questi ultimi due anni”. L’ex sindaca ha però smentito questa narrazione rimandando le accuse al mittente. L’altra sera tutti attendevano che Pizzolitto prendesse la parola per spiegare finalmente il suo agire politico. Invece ha preferito tenere la bocca chiusa lasciando che a parlare fossero i suoi colleghi. Ho notato che lui preferisce comunicare senza contraddittorio attraverso i social, la stampa e la tv. Fino a quando andrà avanti questa strategia del “monologo” mal suggerita, forse, dai suoi più stretti collaboratori? La Senatore, nel suo intervento, ha invitato caldamente il sindaco a condividere le decisioni senza limitarsi alla loro comunicazione, ma rendendo partecipi i consiglieri nel raggiungimento degli obiettivi prefissati. Da queste parole si deduce che il proseguo dell’attuale amministrazione sarà condizionato dai tre voti del gruppo misto che peseranno come una spada di Damocle sulla testa del sindaco. Quando si dovranno affrontare provvedimenti importanti come il bilancio di previsione è chiaro che Favero dovrà sudare le classiche sette camicie per assicurarsi i voti dei ribelli.

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