Il consiglio comunale vota all’unanimità: “Non si tocca l’Hospice di Portogruaro”
Tutto il consiglio comunale vota per la salvaguardia dell’Hospice a Portogruaro. Solo Lega e Forza Portogruaro non vincolano la permanenza di questo servizio alla Residenza Francescon.
Portogruaro, 12.02.2021. Ieri sera, dopo un aspro dibattito durato oltre un’ora, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno – primo firmatario il gruppo Senatore – che esprime la ferma volontà di mantenere a Portogruaro l’Hospice. Sull’ubicazione, però, non c’è condivisione. Nonostante il dispositivo impegni il sindaco a chiedere il mantenimento del servizio delle cure palliative dov’è da oltre un decennio, ovvero presso la Residenza Francescon, per i consiglieri della Lega, Alessandra Zanutto e Leonardo Barbisan, e quello di Forza Portogruaro, il “filo-leghista” Riccardo Rodriquez, si tratta di un “dettaglio”. Per loro basta far rimanere l’Hospice a Portogruaro, magari presso il nosocomio cittadino con l’affidamento diretto all’Ulss 4 (attualmente, fatto salvo il medico, tutto il restante personale dell’Hospice è in carico alla Residenza Francescon). Ben più drastica la posizione del gruppo Senatore, sposata in toto dalla minoranza, che punta alla cancellazione della delibera regionale che prevede l’accorpamento, in una nuova struttura baricentrica nel Veneto orientale, degli Hospice di Portogruaro e San Donà di Piave. Si chiede inoltre che l’Hospice rimanga alla Francescon.

Ad animare il dibattito è stato il consigliere di minoranza Andrea Vindigni (Civici e Democratici) quando ha citato l’assessore regionale Manuela Lanzarin per aver negato, la scorsa estate, l’intenzione della Regione di chiudere l’Hospice di Portogruaro. Secondo Vindigni quella presa di posizione dimostra che l’assessore non aveva letto la delibera di giunta, perché in essa si afferma che c’è la previsione di ridurre a 12 i posti letto complessivi Hospice da collocare in una nuova struttura. La Zanutto ha ritenuto una grave scorrettezza aver citato l’assessore, perchè non poteva difendersi in quella sede. Tuttavia lei stessa ha tirato in ballo il sindaco sandonatese, Andrea Cereser, per non aver preso una posizione pubblica sul mantenimento dell’Hospice in riva al Piave. Chi recrimina che non si deve parlare degli assenti dovrebbe dare il buon esempio. Al contrario la Zanutto si è dimostrata quanto meno incoerente.

Un’incoerenza che è emersa anche quando ha spiegato che la Lega aveva firmato in un secondo momento l’ordine del giorno, presentato dal gruppo Senatore, solo perché il testo presentava delle imprecisioni. Quindi si desume che il testo protocollato dal gruppo Senatore il 3 febbraio fosse diverso da quello protocollato il giorno successivo (e sottoscritto anche dalla Lega) che andava a sostituire quello precedente. Ma confrontando i due documenti (vedi in calce) l’unica differenza che emerge sono solo le aggiunte delle firme. Perciò tutto fa supporre che la Lega, in un primo momento, non abbia gradito questo ordine del giorno perché intralciava il disegno della delibera regionale. Poi, però, vista la crescente preoccupazione nella comunità portogruarese per la perdita di un servizio così importante, la Lega è tornata sui suoi passi sottoscrivendo il dispositivo ed evitando così che il gruppo Senatore si prendesse l’esclusiva paternità di questa iniziativa. Ennesimo segnale che nella maggioranza ci sono due anime ben distinte, spesso in conflittualità fra loro nonostante il consigliere Rodriquez si sforzi, anche ieri sera, di far apparire il centrodestra come un tutt’uno. L’attendibilità della Zanutto è venuta meno in un altro passaggio del suo intervento quando ha citato una frase che avrebbe pronunciato il governatore Luca Zaia l’estate scorsa a Portogruaro: “I cittadini portogruaresi sappiano che circa sette anni fa i signori del PD volevano chiudere l’ospedale di Portogruaro”. Immediata la replica della consigliera dem Irina Drigo la quale, dopo aver definito la narrazione della Zanutto come una visione distorta della realtà, ha ricordato le battaglie dell’amministrazione di Centrosinistra, guidata dall’allora sindaco Bertoncello, a sostegno dell’ospedale San Tommaso dei Battuti: una manifestazione pubblica davanti al nosocomio di Portogruaro e successivamente un consiglio comunale in Piazza della Repubblica sempre in difesa del nosocomio cittadino. Iniziative nate come risposta alla volontà della Regione e del direttore sanitario dell’allora Ulss 10 di andare verso l’ospedale unico nel Veneto orientale. Nel corso del dibattito vari esponenti del centrodestra hanno attaccato l’attuale consigliere Bertoncello per aver votato, anni fa in conferenza dei sindaci, a favore dell’ospedale unico. Hanno però tralasciato un particolare molto importante. Quel voto favorevole era legato ad una condizione ben precisa: che tale ospedale venisse realizzato sul suolo portogruarese e non altrove. Quindi la permanenza del nosocomio in riva al Lemene non era mai stata messa in discussione dal Partito Democratico. Molti altri sindaci, da San Stino di Livenza a San Donà di Piave, avevano seguito l’esempio del collega portogruarese facendo approvare, nei loro consigli comunali, degli ordini del giorno in cui si dava la disponibilità a realizzare un ospedale unico nel proprio territorio. Comunque ieri sera, nonostante si abbia inevitabilmente rinvangato la sanità degli anni scorsi, il consiglio comunale ha approvato un importante ordine del giorno a difesa dell’Hospice di Portogruaro che mette seriamente in discussione la delibera regionale, ovvero la chiusura dei centri palliativi di Portogruaro e San Donà di Piave. La palla ora passa alla Conferenza dei Sindaci sanità e poi nelle mani di Luca Zaia.
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