PORTOGRUARO.VENETO.IT

Blog di politica e attualità portogruaresi

Ancora un anno di vita per l’Hospice di Portogruaro

Portogruaro,04.01.2021. Chi ha a cuore l’Hospice di Portogruaro può tirare un sospiro di sollievo (almeno per tutto il 2021) perchè è stata rinnovata, ma solo per un anno, la convenzione che consente all’IPAB Francescon di ospitare questo importante servizio dedicato ai malati terminali. La notizia è trapelata durante i lavori della 5^ commissione consiliare, riunitasi in videoconferenza lo scorso 30 dicembre sul tema dell’Hospice, su richiesta del gruppo consiliare di minoranza “Civici e Democratici”. Non ho potuto parlarvene prima, perché la registrazione video di tale commissione è stata resa pubblica dal Comune di Portogruaro solamente stamani nonostante alcuni consiglieri di maggioranza avessero assicurato che la registrazione sarebbe stata disponibile già il giorno successivo alla seduta. Da questo punto di vista c’è bisogno di oliare gli ingranaggi della macchina amministrativa che fatica a mettere in pratica le intenzioni dei consiglieri.

Marco Terenzi

La riunione si è aperta con una nota di rimprovero del consigliere Marco Terenzi (Civici e Democratici) alla presidenza di commissione per aver escluso da questa audizione la consigliera regionale sandonatese Francesca Zottis (Partito Democratico) e rappresentante del Veneto Orientale. Una grave esclusione, aggiungo io, in quanto in discussione non era solo il futuro dell’Hospice di Portogruaro, ma pure quello di San Donà di Piave visto che la Regione, nel medio-lungo periodo, vorrebbe unificarli in un’unica sede a metà strada posta tra i due capoluoghi del Veneto orientale. L’altro rappresentante regionale del nostro territorio, il portogruarese e leghista Fabiano Barbisan, era invece collegato in videoconferenza.

G. Padovese

Inconsistenti e pretestuose le motivazioni addotte dal vicepresidente di commissione Graziano Padovese (Lista civica Città del Lemene) per giustificare il mancato invito alla Zottis che Terenzi ha definito, senza giri di parole, uno sgarbo istituzionale. Secondo Padovese ha avuto senso invitare solamente Barbisan perché quest’ultimo, a differenza della consigliera sandonatese, aveva recentemente rilasciato delle dichiarazioni alla stampa sul futuro dell’Hospice di Portogruaro. Allo stesso tempo, per indorare la pillola, Padovese ha detto che le porte della 5^ commissione sono aperte alla Zottis, ma in una prossima seduta come se di Hospice si dovesse parlare “dopodomani” quando invece è chiaro che non se ne discuterà per un bel po’ visto che la sopracitata convenzione copre tutto il 2021. Mi stupisco che il presidente di commissione, il conosciuto dott. Mario Pizzolitto, abbia assecondato la volontà del suo vice dimostrando di essere venuto meno al suo ruolo di super partes. In commissione si sentono tutte le campane e non solo quelle di cui si apprezzano i rintocchi. Spero che nelle prossime riunioni possa dare dimostrazione di maggior indipendenza (dai dettami di partito) e autorevolezza. Dopo questa doverosa premessa, vediamo come il consigliere regionale Barbisan ha risposto alle incalzanti domande dell’opposizione (i consiglieri Terenzi e Maria Teresa Ret) sulla delibera regionale che prevede la realizzazione di un Hospice unico per il Veneto orientale. Inizialmente ha cercato di giustificare tale scelta dicendo che con la pandemia in corso non è possibile tenere aperto un centro di cure palliative in una RSA (come la Francescon), perché si consentirebbe al virus di propagarsi tra gli ospiti anziani e fragili con effetti nefasti. Tale motivazione ha trovato responsabilmente d’accordo il consigliere Terenzi il quale, però, ha evidenziato che la delibera regionale parla di tempi medio-lunghi, ovvero quando – ed è l’auspicio che ci facciamo tutti – sarà finita da tempo questa pandemia. Allora Barbisan ha tirato in ballo la Conferenza dei sindaci della Sanità sostenendo che spetterà a quest’ultimo organismo approvare o meno la “proposta” regionale di creare un unico Hospice nel Veneto orientale. Padovese ha apprezzato questo passaggio perché, a suo avviso, si dà centralità a questo organo territoriale che fino ad oggi è stato trascurato. Fa specie che il leader di Città del Lemene, uomo politico navigato, non si ricordi le accese e sterili discussioni in seno alla Conferenza dei sindaci quando c’era da approvare la “proposta” della Regione Veneto di realizzare un ospedale unico nel Veneto orientale. Motivo di divisione tra i sindaci fu anche la scelta della sede dell’eventuale nosocomio che avrebbe sancito la chiusura degli ospedali di Portogruaro e San Donà. Un analogo scontro si verificherà quando si andrà a discutere dell’Hospice unico in quanto nessuno dei due mandamenti, Portogruarese e Sandonatese, vorrà rinunciare a questo importante servizio di prossimità. E per farvi capire quanto i campanilismi locali siano ancora vivi, vi segnalo che – durante la commissione – i consiglieri Graziano Padovese e Riccardo Rodriquez hanno proposto che l’eventuale nuova sede dell’Hospice sorga nel Portogruarese in quanto territorio periferico al confine con il Friuli Venezia Giulia. Ora provate ad immaginare se il Sandonatese, che conta quasi il doppio degli abitanti del nostro territorio senza contare il suo tessuto economico molto più ricco, accetterà di privarsi di un servizio di prossimità come l’Hospice a favore dei “cugini portogruaresi”. Ancora una volta la Regione Veneto indossa i panni della dea Eris facendo recapitare sul tavolo della Conferenza dei sindaci il pomo della discordia che questa volta ha le sembianze del nuovo Hospice.

error: Il contenuto è protetto dalla copia !!