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Portogruaro: una città che si sta lentamente spegnendo

L’assenza di un robusto tessuto produttivo e una qualità dell’aria scadente fanno perdere residenti a Portogruaro

Portogruaro, 10.11.2019. Chissà se i commercianti e gli agricoltori, che nel lontano 1140 fondarono Portogruaro, avrebbero mai immaginato che nel terzo millennio la loro città si sarebbe avviata a diventare un luogo abitato prevalentemente da anziani. A dirlo sono gli impietosi dati ufficiali snocciolati qualche sera fa dall’Ing. Roberto Drigo, invitato ad una riunione pubblica promossa dal Comitato San Nicolò.

R. Drigo

Il tecnico ha dimostrato come Portogruaro stia perdendo la propria attrattività, in vari ambiti, rispetto alle realtà limitrofe. Dal 1950 al 2011 il tasso di crescita demografico in riva al Lemene si è attestato solamente al 14% mentre la vicina San Donà di Piave è cresciuta del 59%. Il quadro si aggrava ulteriormente se prendiamo in considerazione i valori relativi agli ultimi vent’anni dove risulta che Portogruaro si sta spopolando mentre realtà come San Donà di Piave, Pordenone e Oderzo continuano ad espandersi. Ma non basta. Il numero degli anziani sta superando quello dei giovani che, in età lavorativa, sono costretti ad andarsene da Portogruaro perché non vi trovano nulla, soprattutto il lavoro. Col passare degli anni la nostra città si sta rivelando un luogo ospitale solo per i pensionati che possono contare ogni mese su un’entrata fissa e sicura. Lo spopolamento genera un effetto negativo anche sul mercato immobiliare e su quello edilizio in quanto l’abbondanza di case sfitte abbassa i valori degli immobili. Di conseguenza i proprietari di abitazioni vetuste preferiscono investire i soldi da un’altra parte anziché in costosi interventi di ristrutturazione. Tutto ciò determina un complessivo deterioramento degli edifici che peggiora l’immagine della città. Ci si potrà consolare pensando che è più salubre vivere a Portogruaro, circondata dalla campagna, rispetto alle città fortemente urbanizzate e industrializzate del nord Italia. Purtroppo i dati sull’inquinamento atmosferico, registrati dall’ARPAV nei primi sei mesi del 2019, smentiscono questa convinzione. A Portogruaro la media annuale del famigerato pm 2,5 si attesta sui 30 microgrammi/mc. Un valore superiore non solo a quello registrato a San Donà di Piave (20 microgrammi/mc), ma addirittura rispetto alla metropoli di Mestre ( 27 microgrammi/mc). Ad incidere negativamente sulla qualità dell’aria sarebbero soprattutto i fumi di scarico emessi dai milioni di veicoli che transitano sull’A4 e quelli prodotti dalle centrali a biomasse. Gli abitanti del popoloso quartiere di Borgo San Nicolò devono inoltre sorbirsi le emissioni elettromagnetiche dei tralicci che forniscono energia elettrica alla sottostazione di Portogruaro.

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