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Chiusura punto nascite: Toffolo torna da Roma a mani vuote

Portogruaro, 20.10.2026. La scorsa settimana il sindaco Luigi Toffolo era andato a Roma per chiedere una marcia indietro riguardo la chiusura del punto nascite in riva al Lemene, ma è tornato a casa a mani vuote. Per mitigare l’insuccesso agli occhi dei suoi concittadini, ha dichiarato che si è svolto in un clima cordiale e costruttivo l’incontro avuto con Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento della Programmazione presso il Ministero della Salute. A lui si è limitato a chiedere chiarimenti sulle motivazioni che hanno portato alla ormai imminente sospensione del servizio. Inoltre ha chiesto di sapere nei dettagli perché Portogruaro debba chiudere nonostante i numeri in crescita e la posizione strategica di un territorio di confine. Intanto sui social sono piovuti commenti su questa trasferta romana del sindaco.

Anita Fiorentino

“Dopo quasi tredici anni di centrodestra (alla guida della città n.d.r.) – scrive l’ex consigliera comunale Anita Fiorentino – Toffolo va a Roma a chiedere chiarimenti quando ormai il Punto Nascite sta per chiudere. Ma dov’erano prima? Perché non si è intervenuti quando c’era ancora il tempo per agire concretamente? È troppo comodo governare per anni e poi recitare la parte di chi si preoccupa. La verità – conclude la Fiorentino – è che questa destra, a tutti i livelli di governo, sta lasciando arretrare la sanità pubblica, aprendo sempre più spazio al privato. E adesso si organizzano incontri e si rilasciano dichiarazioni rassicuranti.”

Vetrina Circolo PD

Aspre critiche anche dal Circolo del Partito Democratico di Portogruaro secondo il quale il sindaco si è attivato tardivamente pur sapendo che il parere negativo, alla deroga per continuare a tenere aperto il punto nascite, risale al maggio del 2025. “Da quel giorno il rischio era chiaro a tutti, e a maggior ragione era chiaro a un sindaco che è anche medico, e conosce meglio di chiunque il valore di un punto nascita sicuro. Per mesi, invece,non si è visto un lavoro serio per rafforzare il dossier della deroga: il bacino reale, i flussi verso il Friuli, la popolazione estiva della costa. Oggi il sindaco chiede al Ministero i motivi di una decisione che conosceva da oltre un anno. La chiusura – proseguono i dem dalla sede di Borgo Sant’Agnese – è stata decisa dalla Giunta regionale del presidente Alberto Stefani, della stessa parte politica del sindaco. In consiglio comunale la Regione non si è presentata e ha mandato il dg dell’Usl 4 come se fosse una questione tecnica. Non lo è: è una scelta politica, e di una scelta politica deve rispondere chi la compie. Se la filiera Comune, Regione,Governo è la stessa, doveva essere il canale più utile per Portogruaro. Finora non ha spostato la data di un giorno. Non mettiamo in dubbio la contrarietà del sindaco, che condividiamo. Ma la contrarietà, senza peso politico, non è sufficiente”. Il Pd ha chiesto la pubblicazione del dossier inviato dalla Regione per la deroga e delle motivazioni del parere negativo; un cronoprogramma pubblico per una nuova richiesta basata su modifiche organizzative della rete; una risposta alle future mamme su dove partorire dal primo novembre e su quali servizi avranno prima e dopo il parto.

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