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Accoglienza profughi a Portogruaro: Toffolo e i Vannacciani favorevoli al SAI?

CAS in Via San Giacomo

Portogruaro, 04.09.2026. Il sindaco Luigi Toffolo e i simpatizzanti di Futuro Nazionale, partito per ora senza rappresentanti in consiglio comunale, sono favorevoli ad aprire a Portogruaro un SAI – Sistema Accoglienza Integrazione – dove trasferire i profughi ospitati attualmente nel CAS (Centro d’Accoglienza Straordinario) di via San Giacomo? A chiederlo con forza è l’Associazione Migranti del Veneto Orientale dopo che il Ministero dell’Interno ha deciso di convertire tutti i CAS esistenti in Italia in Centri per le Procedure Accelerate di Frontiera. Tale cambiamento – informa AMVO – renderà molto difficile, se non impossibile, mantenere attivo quel percorso virtuoso che ha permesso dal 2017 (anno di apertura del CAS di via San Giacomo) ad oggi di mettere a disposizione del mercato del lavoro locale più di un centinaio di giovani migranti. Lavoratori che, sottolinea AMVO, non hanno portato via il lavoro a nessuno. Hanno invece corrisposto alla necessità di assumere da parte di aziende agricole, della ristorazione, del settore alberghiero, delle costruzioni ed altre, che così hanno potuto mantenere e/o potenziare la loro attività con un beneficio per tutta la comunità. Nella vicina San Donà di Piave il SAI è attivo dal 2015 ed accoglie prevalentemente persone che hanno già ottenuto una forma di protezione e donne vittime di tratta. Il sindaco sandonatese, Alberto Teso (Fratelli d’Italia), sostiene questo sistema di accoglienza diffusa nonostante gli esponenti vannacciani, uno di questi è pure presente nella sua maggioranza consiliare, siano contrari. Teso ha spiegato che chiudere il SAI vorrebbe dire rischiare di trovarsi un domani un Centro di Accoglienza Straordinaria con numeri e caratteristiche sulle quali il Comune avrebbe molto meno controllo ed il rischio di creare una sorta di ghetto, con tutti i problemi che ne derivano. Per cui è preferibile di gran lunga avere 35 persone inserite in un percorso controllato di integrazione, formazione linguistica e lavoro, ospitati in appartamenti singoli e distribuiti in città. Nel caso del CAS, la gestione è prefettizia e possono essere accolti, nei luoghi individuati appunto dalla Prefettura, come caserme dismesse o alberghi chiusi, decine se non centinaia di richiedenti asilo di provenienza e condizioni molto diverse, compresi migranti economici in attesa della definizione della loro posizione. Tornando alla realtà di Portogruaro, l’AMVO ha inviato una richiesta di incontro con il sindaco Luigi Toffolo e il Presidente della Conferenza dei Sindaci, Alberto Teso, dove poter presentare due proposte che permettono di superare positivamente la chiusura del CAS di via San Giacomo. Proposte che sono a costo zero per i Comuni:

1.     ampliare l’accoglienza negli altri Centri di Accoglienza presenti a livello locale.

2.     aprire un SAI – Sistema Accoglienza Integrazione – intercomunale partecipando al bando nazionale.

La lettera è stata inviata anche per conoscenza a tutti gli altri Sindaci del Portogruarese e ai rappresentanti delle Associazioni datoriali e sindacali operanti nel territorio.

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