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Geronazzo e Scavo: C’eravamo tanto amati

Portogruaro, 30.12.2024. Sono trascorsi solo tre anni da quando l’allora assessore comunale ed esponente forzista Luigi Geronazzo aveva “benedetto” l’ingresso di Mattia Scavo nel direttivo provinciale di Forza Italia. Ma oggi i rapporti tra i due si sono raffreddati tant’è che Geronazzo, nell’ultimo consiglio comunale del 2024, ha sostanzialmente “mandato a benedire” il suo ex discepolo. Prima, però di parlarvi di come sia andata in frantumi la loro intesa politica, bisogna fare un passo indietro. Nel 2021 Mattia Scavo viene nominato membro del direttivo provinciale di Forza Italia con l’appoggio di Luigi Geronazzo. I due promuovono varie iniziative per il partito come, ad esempio, la raccolta di firme sul Referendum per una “Giustizia Giusta”. “Sono certo che con Mattia Scavo – disse l’allora assessore Geronazzo – ci sarà un nuovo e positivo impulso nell’attività politica di Forza Italia.” Scavo contraccambia queste parole di fiducia nei suoi confronti  garantendo di “rappresentare al meglio il progetto politico di Forza Italia nei comuni di Città Metropolitana nelle prossime elezioni amministrative.” Nel 2021 sembrava che i due esponenti forzisti avrebbero percorso la stessa strada aiutandosi a vicenda, ma il destino, mettiamola così, aveva riservato loro ben altro. A cavallo tra il 2023 e 2024 Geronazzo non fa più parte di Forza Italia essendo entrato in contrasto con le scelte del nuovo coordinatore provinciale mentre di Scavo non c’è più traccia sui quotidiani. Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative a Portogruaro, si delineano varie coalizioni. Geronazzo, assieme ad altri malpancisti di un centrodestra egemonizzato dal consigliere regionale Fabiano Barbisan, decidono di sostenere la candidata sindaca Sara Moretto attorno alla quale si coagulano solo liste civiche. Torna in pista anche Mattia Scavo che, tolti gli abiti di Forza Italia, si candida nella lista civica “Impegno e Serietà” guidata da Leonardo Barbisan.

L. Barbisan

E’ una lista “sempre un po’ legata al Carroccio” tant’è che vi si ritrovano molti leghisti della prima ora o comunque simpatizzanti del consigliere regionale Barbisan. Sorprendendo alcuni suoi colleghi di lista, Mattia Scavo risulterà il più votato con 208 preferenze. Per la cronaca è risultato il più votato anche nella frazione dove abita, ossia Summaga, battendo “mostri sacri” come gli ex consiglieri Renato Stival, Gianfranco Pavan e Gastone Mascarin. Un risultato elettorale che, assieme alle sue capacità, gli ha spalancato le porte della giunta Toffolo. Geronazzo, invece, si è dovuto accontentare di sedere tra i banchi della minoranza. Proprio da qui, qualche sera fa, sono partite le sue “sollecitazioni” all’assessore Scavo. Analizzando il bilancio di previsione 2025, il consigliere pradipozzese ha rilevato che questa amministrazione dovrebbe vergognarsi per la scarsa attenzione rivolta alle frazioni. Ed avendo Scavo la delega alle frazioni, Geronazzo lo ha tirato in ballo invitandolo a farsi un giro in queste realtà periferiche per raccogliere le criticità. Ad esempio a Pradipozzo non è stato installato l’albero di Natale come invece è avvenuto nelle altre frazioni mentre la segnaletica stradale, introdotta dopo che è stato chiuso per lavori l’incrocio tra viale Treviso e via Fornace, è insufficiente. Quando Scavo avrà raccolto anche altre problematiche, Geronazzo non vuol sentirsi dire frasi del tipo:“Tosati, mi non posse farghe nient”. Poi parlando del sottopasso ciclo-pedonale di Summaga, Geronazzo ha contestato a Scavo di non essersene interessato nonostante lui avesse promesso ai suoi concittadini che l’opera sarebbe stata avviata nel 2025. Gli ha pure imputato la mancata assegnazione al progettista dell’aggiornamento del tombotto. A questo punto Scavo non ci ha visto più ed è intervenuto per smentire quanto aveva appena dichiarato Geronazzo poichè l’incarico progettuale di aggiornamento del sottopasso di Summaga era già stato assegnato. Ha quindi concluso il suo intervento dicendo: “Chi si deve vergognare è lei (Geronazzo ndr.) che promuove la disinformazione”. Controreplica di Geronazzo: “Io non ho mai detto che lei si deve vergognare”. Poi ha chiesto al sindaco che in aula vengano moderate le parole perché un assessore non può permettersi di dire ad un consigliere di vergognarsi. Infine si è scusato per l’inesattezza riguardo l’assegnazione dell’incarico progettuale perché non lo aveva visto nell’albo pretorio. Termina qui, per ora, lo scontro tra due ex forzisti che si stimavano reciprocamente.

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