Portogruaro: Nel 2025 la TARI aumenterà di un altro 10%
Per Bertoncello l’aumento del 10% della TARI colpirà duramente le fasce deboli. Geronazzo pensa anche all’impatto sugli artigiani.
Portogruaro, 11.12.2024. Non si sono ancora spente sui social le vibranti proteste dei portogruaresi per i rincari della TARI dell’anno in corso (la terza ed ultima rata si doveva pagare entro lo scorso 2 dicembre) che il consiglio comunale si accinge ad approvare per il 2025 un altro aumento della tariffa pari al 10%. Se ne è discusso ieri sera nella terza commissione consiliare. Alla seduta ha partecipato anche il direttore generale di ASVO, il dott. Carlo Daniele Tonazzo, il quale ha spiegato perché anche per il 2025 l’importo della tassa sui rifiuti subirà un aumento che sfiora il 10%. Arera, ovvero l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente che stabilisce i parametri su cui costruire gli importi della TARI, è intervenuta per fare recuperare ai gestori (nel caso nostro Veritas-ASVO) l’equilibrio economico finanziario che non era stato assicurato nel 2022-2023. In quel biennio c’era stato un incremento inflazionistico rilevante che Arera non aveva inserito nella stesura delle tariffe della TARI prevedendo – troppo ottimisticamente – un tasso d’inflazione programmata vicino allo zero. Per riequilibrare i costi di Veritas-ASVO, che non hanno tenuto conto del reale rialzo inflazionistico, Arera ha previsto anche per il 2025 un aumento della TARI del 10% circa. L’Autorità ha stabilito che per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti il Comune di Portogruaro dovrà pagare, nel 2025, 4 milioni 702 mila euro (Pef). Tale importo sarà spalmato sulle bollette delle utenze domestiche e non. Il presidente della terza commissione, Guido Giuseppin (Lega), ha ricordato che il regolamento della TARI prevede delle agevolazioni sulla base dell’ISEE. Ci sono tre soglie differenziate di riduzione della TARI: una sotto gli 8 mila euro di ISEE, la seconda tra 8 mila e 10 mila euro e la terza tra 10 mila e 12 mila euro.
Il commissario Antonio Bertoncello (Partito Democratico) ha evidenziato che ci sono comuni che hanno portato la soglia ISEE delle agevolazioni a 30 mila euro. Poi ha fatto presente che, seppur non sia possibile modificare il Pef, è però possibile, attraverso una scelta politica, rimodulare la tariffa sulla base delle categorie merceologiche, delle utenze domestiche e non. Rivolgendosi ai banchi della maggioranza ha detto: “L’aumento della TARI per il 2025 (pari a circa il 10% ndr.) è una cifra rilevantissima e voi non avete tenuto conto dell’impatto sul sociale. Avete dimostrato una forte insensibilità rispetto ai problemi che hanno le fasce deboli di questa città che non vanno neanche a farsi curare perché non hanno i soldi e non possono andare nel privato quando le liste d’attesa sono lunghe. Di queste problematiche voi della maggioranza non ne avete minimamente preso in considerazione. Riprenderò questi temi nel dibattito che ci sarà nel prossimo consiglio comunale.” Se l’intervento del commissario Bertoncello, da esponente politico progressista, ha messo in luce, con toni pacati, ma risoluti, le criticità dell’aumento della TARI per le classi più deboli, quello invece del commissario Luigi Geronazzo è stato di ben altro genere.

L’ex esponente forzista ed imprenditore nel settore del legno ha evidenziato che l’aumento della TARI inciderà anche sulle piccole e medie imprese, ovvero il tessuto produttivo su cui si regge l’economia di Portogruaro. Poi, in un crescendo di enfasi incontenibile, è passato alle utenze domestiche facendo presente che oggi ci sono anziani costretti a pagare una TARI sproporzionata rispetto le loro esigue pensioni solo perché da giovani, con molti sacrifici, si erano costruiti la propria casa che oggi viene penalizzata per le ampie superfici. Ha dunque criticato l’immobilismo della maggioranza che non è andata oltre alle consuete soglie ISEE di riduzione ed ha stigmatizzato le risorse destinate dal Comune per spettacoli e altre iniziative “folkloristiche”.

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