Nuovo supermercato in viale Pordenone: residenti preoccupati per l’aumento del traffico
Cittadini preoccupati per i riflessi negativi sulla viabilità interna che avrà il nuovo centro commerciale-residenziale. Bertoncello (opposizione) fa la cronistoria di borgo San Nicolò negli ultimi trent’anni. Rambuschi (maggioranza) rimane in silenzio tra il pubblico.
Portogruaro, 24.09.2021. Preoccupazione mista a rabbia. E’ lo stato d’animo emerso ieri sera durante il partecipato incontro pubblico organizzato dal Comitato San Nicolò per informare i residenti sulla nuova lottizzazione in viale Pordenone, di fronte all’Hotel Alla Botte. Per consentire a quasi cinquanta persone, un numero superiore alle aspettative degli stessi organizzatori, di seguire l’incontro sono state spalancate le pareti posteriori dell’oratorio (vedi foto copertina) ottemperando alla normativa anticovid. La serata informativa si è aperta con i saluti della neo presidente del Comitato, l’avv. Andrea Gobatto, che ha poi dato la parola all’architetto Luca Pellegrini il quale, a breve, verrà a vivere proprio in questo borgo. Sono stati illustrati gli aspetti tecnici del “PUA Querini 34”, sigla con la quale viene indicato il piano, presentato da privati, che prevede la realizzazione di un supermercato da 1500 mq più altri edifici residenziali-commerciali. Pellegrini si è astenuto nel esprimere un giudizio su questo nuovo insediamento limitandosi a spiegare cos’è un PUA (Piano Urbanistico Attuativo) e la sua stretta compatibilità con il Piano Regolatore di un Comune. Tuttavia è subito apparso chiaro che ai residenti intervenuti poco importava entrare nei tecnicismi. A loro interessava sapere gli effetti della nuova lottizzazione sulla già martoriata viabilità. In particolare hanno lamentato i flussi dei clienti da e verso il futuro supermercato che aumenteranno ulteriormente il traffico su viale Pordenone, ma soprattutto preoccupano l’entrata e l’uscita sulle vie interne di borgo San Nicolò: in particolare su via Magellano dove sorge una scuola. Qualche cittadino, dimostrando di “non saper vivere a questo mondo”, se l’è presa con l’amministrazione comunale rea di non aver interpellato i residenti sulla necessità o meno di avere un supermercato nel loro borgo.

Matteo Vivan, uno dei componenti più ascoltati del Comitato, ha cercato di spiegare che un insediamento commerciale-residenziale non necessita dell’approvazione dei cittadini, ma deve soddisfare le normative vigenti. E fino a prova contraria tale insediamento ha ottenuto tutte le autorizzazioni. Poi ha messo in chiaro che lo scopo della serata non era contestare la nuova lottizzazione, ma informare i residenti su quanto sta sorgendo. Il successivo passo sarà quello di portare all’attenzione del sindaco, Florio Favero, le osservazioni dei cittadini sulle criticità legate alla viabilità. A impugnare il microfono per venti minuti è stato poi il consigliere di minoranza, Antonio Bertoncello (PD).

L’ex sindaco ha riassunto la storia di borgo San Nicolò negli ultimi trent’anni, dalla temporanea rotondina di via Antinori alle opere viarie rese possibili con l’avveduto acquisto, da parte del Comune, dell’ex Perfosfati: rotonda di Borgo San Nicolò, parcheggio scambiatore presso la stazione ferroviaria e delle corriere, sede della Guardia di Finanza e della Conferenza dei sindaci, ecc… Per quanto concerne viale Pordenone, Bertoncello è stato chiaro: l’unica e ultima possibilità per alleggerire il traffico su questa direttrice, prevedendo anche la messa in sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, consiste nel concretizzare un vecchio progetto, ovvero la bretella di collegamento tra la rotonda di Malcanton e quella di Summaga. Un’opera che, visti gli alti costi, non può essere sostenuta dal Comune, bensì da Autovie Venete come intervento compensativo per la realizzazione della terza corsia autostradale. Vivan, per far rispettare la par condicio, ha chiesto all’assessore Pietro Rambuschi di intervenire o quanto meno di portare i saluti dell’amministrazione. Ma l’assessore ha declinato l’invito rimanendo in silenzio tra il pubblico. Qualcuno potrebbe obiettare che gli è mancato il coraggio, ma se ci pensiamo bene è stata una scelta dettata dal buon senso. Visto il clima particolarmente teso che si respirava in sala, avrebbe corso il rischio di venire aspramente contestato se avesse esordito dicendo che i problemi di Borgo San Nicolò sono all’attenzione dell’amministrazione Favero. Infatti ad oggi tutte le problematicità piccole e grandi di questo borgo sono rimaste sul tappeto. Ne sanno qualcosa i residenti di via Prati Guori che abitano al di qua e al di là del piccolo sottopasso autostradale: nonostante quel tratto di strada sia percorribile solo dai residenti in zona, nella realtà ci transitano molti automobilisti diretti al vicino centro commerciale. Sul rettilineo di via San Martino, invece, le auto sfrecciano ben oltre il limite di 50 km all’ora. L’amministrazione non ha voluto dare seguito alla richiesta di installare un truebox come deterrente preferendo, invece, inviare di tanto in tanto delle pattuglie a rilevare la velocità. E le multe per eccesso di velocità sono state prese pure dai residenti…

La serata si è conclusa con l’intervento polemico di Claudio Fagotto, residente da anni in questo borgo nonché ex consigliere comunale. L’esponente pentastellato ha ricordato che il terreno in cui sta sorgendo il nuovo supermercato è diventato edificabile solamente dal 2015 con un importante vincolo inserito dall’allora assessore all’ambiente, Ivo Simonella. Tale vincolo, che consentiva l’insediamento di edifici residenziali solamente se si fosse contestualmente interrato il vicino e famigerato elettrodotto, è stato “bypassato” definendo la lottizzazione come “prevalentemente commerciale”. Fagotto ha inoltre ricordato di aver tentato di bloccare il PUA Querini in consiglio comunale nel giugno del 2020, ma senza successo. La sua mozione è stata bocciata dalla maggioranza (tranne i consiglieri Barro e Foglia che si sono astenuti assieme a quelli del Centrosinistra).

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