In bilico la poltrona di consigliere comunale per Graziano Padovese
Portogruaro, 14.10.2020. Graziano Padovese, uno dei cinque candidati sindaco alle recenti amministrative, potrebbe non far parte del prossimo consiglio comunale. Il suo posto nella minoranza è stato messo in discussione dal Circolo del PD di Portogruaro e dai componenti della lista del PD che hanno deciso di rivolgersi al TAR del Veneto per contestare la legittimità dell’operato dell’Ufficio Elettorale Centrale. Quest’ultimo avrebbe assegnato, con una metodologia di calcolo non corretta, un seggio di consigliere comunale a Graziano Padovese a svantaggio della lista del PD. “La scelta di procedere al ricorso – fanno sapere i dem – è stata presa a seguito della visione dei verbali dell’ufficio elettorale, nei quali in maniera evidente emerge l’errore ed è tesa al rispetto delle norme di legge. Di questa iniziativa è stato informato preventivamente e direttamente in un incontro lo stesso Padovese, che rimane il rappresentante politico con cui, durante il ballottaggio, si è stretto un apparentamento e con cui si vuole mantenere un rapporto di collaborazione e di lavoro comune. Le norme in materia elettorale sono sicuramente complesse, ma l’Ufficio Elettorale Centrale ha provveduto ad attribuire un seggio ad un candidato sindaco non ammesso al ballottaggio, Padovese, nonostante nessuna delle due liste a lui collegate avesse conseguito un quoziente compreso nei primi 16 seggi previsti per il Consiglio Comunale di Portogruaro. Il solo modo per attribuire un seggio a Padovese, avrebbe dovuto comportare la considerazione del quoziente come rapportato a entrambe le sue liste originarie congiunte- ma tale metodica non potrebbe applicarsi poiché errata e non conforme a legge. L’art. 73, comma 11, TUEL dispone infatti che «una volta determinato il numero dei seggi spettanti a ciascuna lista o gruppo di liste collegate, sono in primo luogo proclamati eletti alla carica di consigliere i candidati alla carica di sindaco, non risultati eletti, collegati a ciascuna lista che abbia ottenuto almeno un seggio.” Nel caso in cui il TAR accogliesse il ricorso, le porte della sala consiliare si spalancherebbero per il primo dei non eletti nella lista del PD, ovvero Silvia Arreghini (105 preferenze).

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